Un omicidio per coprire la contraffazione
Sette colpi di pistola alla schiena. Venne ucciso così, il 24 luglio 2002 nelle campagne di San Sisto di Poviglio, Ismail Jauadi, 28enne tunisino e socio lavoratore della Dimac di Castelnuovo. «Chi...
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Sette colpi di pistola alla schiena. Venne ucciso così, il 24 luglio 2002 nelle campagne di San Sisto di Poviglio, Ismail Jauadi, 28enne tunisino e socio lavoratore della Dimac di Castelnuovo. «Chi lo ha ucciso è stato mosso dalla volontà di liberarsi di una persona che minacciava di rivelare alle autorità un presunto traffico illecito di contraffazione di prosciutti alquanto lucroso», ha raccontato il Pm Lucia Russo, titolare dell’inchiesta. Il ragazzo era infatti venuto a conoscenza di operazioni di “sbollo” (contraffazione dei marchi) effettuate su cosce suine della Suincom da lavoratori della Dicam e minacciava i dirigenti, chiedendo soldi in cambio, di svelare tutto. Per l’omicidio sono stati condannati, in via definitiva, quattro soci lavoratori della Dimac.
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