Unimore, volano le tasse in 10 anni cresciute del 55%
Dossier degli studenti: si è passati da 1116 euro del 2006 ai 1727 euro del 2016 «Famiglie penalizzate: è colpa dei tagli dei finanziamenti dei governi agli atenei»
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Studenti sempre più spremuti dalle tasse universitarie da pagare per poter frequentare i corsi. Lo dice il “Dossier tasse 2017” redatto dalla Unione studenti universitari e intitolato “Sulle nostre spalle”, dal quale si evince che Unimore dal 2005-2006 al 2015-2016 ha aumentato il contributo per il singolo studente mediamente del 55%.
Significa 661 euro in più con il passaggio da 1116 euro a 1727. Mediamente, in Italia l’aumento è quantificato in 500 euro (+61%). Non va molto meglio negli istituti vicini, anche se Unimore segna l’aumento più alto in Emilia Romagna. A Bologna infatti l’incremento è stato del 33,32%, a Ferrara del 46,76% e Parma del 50% cifra che la avvicina a Unimore. «In dieci anni, a fronte dei tagli al finanziamento pubblico degli atenei, i bilanci delle Università si sono retti sempre più attingendo alle tasche degli studenti e delle loro famiglie. - commenta l’Unione degli studenti - Nelle sole università statali il gettito complessivo della contribuzione a livello nazionale è passato da circa 1 miliardo e 200 milioni a 1 miliardo e 600 milioni: 400 milioni in più, spillati agli studenti per “coprire” la progressiva diminuzione dei finanziamenti statali per le università. Il risultato? Intere fasce di popolazione escluse dall’Università».
Per questo in tante città gli studenti saranno domani in piazza per protestare, contro aumenti che come il rettore Andrisano ha avuto modo di commentare negli anni scorsi sono “figli” dei tagli dei finanziamenti statali agli istituti virtuosi. Nel luglio 2016, inoltre, Unimore comunicò che nell’anno accademico in corso le tasse non sono aumentate e che invece sono di recente cresciute le fasce di esenzione. In ogni caso oggi a Modena e Reggio uno studente, alla voce tasse, paga da un minimo di 1800 euro per il primo triennio ai 2mila per la Magistrale e fino a un massimo di 3mila per chi studia a Odontoiatria. L’aumento del 55% delle tasse universitarie modenesi e reggiane non sono inoltre la cifra “+” più macroscopica del dossier.
Il record spetta agli studenti di Lecce che in un decennio hanno visto le tasse aumentare del 200%, mentre gli studenti più fortunati solo quelli di Firenze visto che la loro università - l’unica in Italia - ha visto calare le tasse del 7,45%. Spiegano ancora gli studenti nello studio: «Lo storico dei dati sulla contribuzione studentesca a partire dal 2005 evidenzia un aumento costante della tassa media che ci ha portato ad essere il paese con la terza tassazione più alta in Europa. Come mai? I dati ci dicono che gli interventi di Tremonti nel 2008, Gelmini nel 2010, Monti nel 2012 e il nuovo Isee nel 2015 hanno dato la spinta, e in alcuni casi costretto le Università ad aumentare le tasse. La causa principale sono i tagli».
Stefano Luppi
Significa 661 euro in più con il passaggio da 1116 euro a 1727. Mediamente, in Italia l’aumento è quantificato in 500 euro (+61%). Non va molto meglio negli istituti vicini, anche se Unimore segna l’aumento più alto in Emilia Romagna. A Bologna infatti l’incremento è stato del 33,32%, a Ferrara del 46,76% e Parma del 50% cifra che la avvicina a Unimore. «In dieci anni, a fronte dei tagli al finanziamento pubblico degli atenei, i bilanci delle Università si sono retti sempre più attingendo alle tasche degli studenti e delle loro famiglie. - commenta l’Unione degli studenti - Nelle sole università statali il gettito complessivo della contribuzione a livello nazionale è passato da circa 1 miliardo e 200 milioni a 1 miliardo e 600 milioni: 400 milioni in più, spillati agli studenti per “coprire” la progressiva diminuzione dei finanziamenti statali per le università. Il risultato? Intere fasce di popolazione escluse dall’Università».
Per questo in tante città gli studenti saranno domani in piazza per protestare, contro aumenti che come il rettore Andrisano ha avuto modo di commentare negli anni scorsi sono “figli” dei tagli dei finanziamenti statali agli istituti virtuosi. Nel luglio 2016, inoltre, Unimore comunicò che nell’anno accademico in corso le tasse non sono aumentate e che invece sono di recente cresciute le fasce di esenzione. In ogni caso oggi a Modena e Reggio uno studente, alla voce tasse, paga da un minimo di 1800 euro per il primo triennio ai 2mila per la Magistrale e fino a un massimo di 3mila per chi studia a Odontoiatria. L’aumento del 55% delle tasse universitarie modenesi e reggiane non sono inoltre la cifra “+” più macroscopica del dossier.
Il record spetta agli studenti di Lecce che in un decennio hanno visto le tasse aumentare del 200%, mentre gli studenti più fortunati solo quelli di Firenze visto che la loro università - l’unica in Italia - ha visto calare le tasse del 7,45%. Spiegano ancora gli studenti nello studio: «Lo storico dei dati sulla contribuzione studentesca a partire dal 2005 evidenzia un aumento costante della tassa media che ci ha portato ad essere il paese con la terza tassazione più alta in Europa. Come mai? I dati ci dicono che gli interventi di Tremonti nel 2008, Gelmini nel 2010, Monti nel 2012 e il nuovo Isee nel 2015 hanno dato la spinta, e in alcuni casi costretto le Università ad aumentare le tasse. La causa principale sono i tagli».
Stefano Luppi
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