mirandola. le indagini dei carabinieri
Cestino lanciato alla prof Denunciato un leghista
MIRANDOLA. Trattamento illecito dei dati personali attraverso la pubblicazione indebita di video sul web. È questa l’accusa che i carabinieri muovono a Guglielmo Golinelli, ex consigliere comunale,...
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MIRANDOLA. Trattamento illecito dei dati personali attraverso la pubblicazione indebita di video sul web.
È questa l’accusa che i carabinieri muovono a Guglielmo Golinelli, ex consigliere comunale, responsabile regionale dei giovani della Lega Nord.
Motivo: è stato individuato (e se ne era anche vantato, a distanza di qualche giorno) come la persona che ha diffuso sul web il filmato scandalo del professionale Galilei. Dove, si ricorderà, un problematico 15enne mirandolese di famiglia albanese aveva scagliato il cestino in terza alla professoressa di matematica di Prima R. Il video, come noto, ha fatto il giro d’Italia, innescando reazioni a catena. Quello pubblicato da Golinelli (privo delle schermature per non rendere riconoscibili i protagonisti) ha registrato 100mila visualizzazioni e 7mila condivisioni in pochi giorni.
Contro Golinelli (per la verità contro ignoti, prima delle indagini dei carabinieri) aveva presentato una denuncia la stessa scuola, lamentando anche un danno di immagine.
Scuola che aveva deciso di non denunciare il giovane autore del video (un compagno di classe del 15enne mai oggetto di note), rilevando che se è vero che il video girava in chat di studenti (l’avevano praticamente tutti...) non è stato lo studente a diffonderlo sul social. Ma questa soluzione non ha retto.
Trattandosi di un tipo di diffamazione perseguibile d’ufficio (cioè senza querela), il ragazzino è stato ugualmente denunciato dai carabinieri. Denunciati sempre dai carabinieri anche il 15enne lanciatore di cestini (già noto per altri gravi episodi anche fuori da scuola) e un ulteriore compagno di classe (lanciatore di penne...), entrambi per violenza privata e interruzione di pubblico servizio.
«Sono stato convocato dai carabinieri l’altro giorno - conferma Golinelli - Ci sarà un procedimento penale, ma la mia voleva essere una denuncia politica, che come tale ha sortito i suoi effetti. Con quel video si è scoperto che nella classe c’era il 70% di stranieri, c’erano 7 casi di ragazzi problematici mai segnalati né dalle scuole medie né dai Servizi sociali, situazione inaccettabile. Si è scoperto che è fallimentare l’obbligo di far frequentare fino a 16 anni giovani che non ne hanno nessuna voglia, e che non esistono per questi giovani percorsi alternativi, o istituti idonei. Si è scoperto che i professori vivono in situazioni problematiche, che non emergono mai. Della vicenda poi si è occupato anche il ministro e il video ha consentito di affrontare queste problematiche. Ho agito in buona fede, mi auguro che questo non sia un modo per farmela pagare».
È questa l’accusa che i carabinieri muovono a Guglielmo Golinelli, ex consigliere comunale, responsabile regionale dei giovani della Lega Nord.
Motivo: è stato individuato (e se ne era anche vantato, a distanza di qualche giorno) come la persona che ha diffuso sul web il filmato scandalo del professionale Galilei. Dove, si ricorderà, un problematico 15enne mirandolese di famiglia albanese aveva scagliato il cestino in terza alla professoressa di matematica di Prima R. Il video, come noto, ha fatto il giro d’Italia, innescando reazioni a catena. Quello pubblicato da Golinelli (privo delle schermature per non rendere riconoscibili i protagonisti) ha registrato 100mila visualizzazioni e 7mila condivisioni in pochi giorni.
Contro Golinelli (per la verità contro ignoti, prima delle indagini dei carabinieri) aveva presentato una denuncia la stessa scuola, lamentando anche un danno di immagine.
Scuola che aveva deciso di non denunciare il giovane autore del video (un compagno di classe del 15enne mai oggetto di note), rilevando che se è vero che il video girava in chat di studenti (l’avevano praticamente tutti...) non è stato lo studente a diffonderlo sul social. Ma questa soluzione non ha retto.
Trattandosi di un tipo di diffamazione perseguibile d’ufficio (cioè senza querela), il ragazzino è stato ugualmente denunciato dai carabinieri. Denunciati sempre dai carabinieri anche il 15enne lanciatore di cestini (già noto per altri gravi episodi anche fuori da scuola) e un ulteriore compagno di classe (lanciatore di penne...), entrambi per violenza privata e interruzione di pubblico servizio.
«Sono stato convocato dai carabinieri l’altro giorno - conferma Golinelli - Ci sarà un procedimento penale, ma la mia voleva essere una denuncia politica, che come tale ha sortito i suoi effetti. Con quel video si è scoperto che nella classe c’era il 70% di stranieri, c’erano 7 casi di ragazzi problematici mai segnalati né dalle scuole medie né dai Servizi sociali, situazione inaccettabile. Si è scoperto che è fallimentare l’obbligo di far frequentare fino a 16 anni giovani che non ne hanno nessuna voglia, e che non esistono per questi giovani percorsi alternativi, o istituti idonei. Si è scoperto che i professori vivono in situazioni problematiche, che non emergono mai. Della vicenda poi si è occupato anche il ministro e il video ha consentito di affrontare queste problematiche. Ho agito in buona fede, mi auguro che questo non sia un modo per farmela pagare».
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