Le inferriate e l’effetto gregge come i vaccini
Giorno 138 dal concerto di Vasco, il Modena Park. In città e nei dintorni furoreggiano i ladri, prolificano i borseggiatori, scorazzano i topini di appartamento. E mica serve invocare San Geminiano,...
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Giorno 138 dal concerto di Vasco, il Modena Park. In città e nei dintorni furoreggiano i ladri, prolificano i borseggiatori, scorazzano i topini di appartamento. E mica serve invocare San Geminiano, perché non è come con gli Unni. Quelli venivano da fuori e bastava far calare la nebbia per farli perdere. Adesso la nebbia si paga a peso d’oro e i ladri si lasciano guidare dal satellitare.
Ti accorgi che la misura è colma quando suonano alla porta alle nove di sera e tu non ti azzardi ad aprire, semmai guardi dallo spioncino. E’ il signor Franco, militare in pensione e baffetto d’ordinanza. Abbassi il volume della tivù e Floris boccheggia come un pesce nell’acquario, apri la porta.
“Mi scusi, signor Ivan”, dice il signor Franco, “ma la situazione richiede una risposta immediata”.
Manca solo “sincronizziamo gli orologi” e il milite lo ritrovo in servizio. E’ lui che mi fa notare il veloce precipitare della situazione sicurezza.
La signora Maria non dorme più perché abita al primo piano ed entrare in casa sua è fin troppo facile. Al ragazzo del terzo piano hanno rubato l’Iphone e “il vecchio” adesso ha paura anche della sua ombra. Proprio così dice, “il vecchio”, e si riferisce al suo dirimpettaio che avrà, più o meno, sei mesi più di lui.
Comincio a immaginare i motivi della visita. Mi vuol proporre di organizzare una ronda, ne sono sicuro. Ci sta, è un militare in pensione, vuol ritrovare gli anni migliori... Già mi vedo con una fascia al braccio e una pila in mano ad altezza testa, che fa tanto tiratore scelto.
Che faccio? Confesso che ho brillantemente saltato il servizio militare per non ricordo quali motivi di coscienza? E poi le pistole mi fanno pensare ad Assunta Patanè, la ragazza con la pistola di Monicelli. C’è chi è fatto così...
Ma il signor Franco non si perde in chiacchiere, chiede di entrare e dà un’occhiata alle finestre. Vede che abbiamo già le inferriate e sorride soddisfatto. Poi mi spiega. Ha studiato l’effetto gregge, lo stesso dei vaccini. Se tutti mettiamo le inferriate alle finestre, poi i ladri se ne vanno da qualche altra parte.
«Ma lei queste cose le sa già, evidentemente». Il signor Franco ha un’alta considerazione di me. Ricambiata, signor Franco, ricambiata. Mettiamo tutti le inferriate e dirottiamo il malaffare su Reggio Emilia. Modena resiste!
Ti accorgi che la misura è colma quando suonano alla porta alle nove di sera e tu non ti azzardi ad aprire, semmai guardi dallo spioncino. E’ il signor Franco, militare in pensione e baffetto d’ordinanza. Abbassi il volume della tivù e Floris boccheggia come un pesce nell’acquario, apri la porta.
“Mi scusi, signor Ivan”, dice il signor Franco, “ma la situazione richiede una risposta immediata”.
Manca solo “sincronizziamo gli orologi” e il milite lo ritrovo in servizio. E’ lui che mi fa notare il veloce precipitare della situazione sicurezza.
La signora Maria non dorme più perché abita al primo piano ed entrare in casa sua è fin troppo facile. Al ragazzo del terzo piano hanno rubato l’Iphone e “il vecchio” adesso ha paura anche della sua ombra. Proprio così dice, “il vecchio”, e si riferisce al suo dirimpettaio che avrà, più o meno, sei mesi più di lui.
Comincio a immaginare i motivi della visita. Mi vuol proporre di organizzare una ronda, ne sono sicuro. Ci sta, è un militare in pensione, vuol ritrovare gli anni migliori... Già mi vedo con una fascia al braccio e una pila in mano ad altezza testa, che fa tanto tiratore scelto.
Che faccio? Confesso che ho brillantemente saltato il servizio militare per non ricordo quali motivi di coscienza? E poi le pistole mi fanno pensare ad Assunta Patanè, la ragazza con la pistola di Monicelli. C’è chi è fatto così...
Ma il signor Franco non si perde in chiacchiere, chiede di entrare e dà un’occhiata alle finestre. Vede che abbiamo già le inferriate e sorride soddisfatto. Poi mi spiega. Ha studiato l’effetto gregge, lo stesso dei vaccini. Se tutti mettiamo le inferriate alle finestre, poi i ladri se ne vanno da qualche altra parte.
«Ma lei queste cose le sa già, evidentemente». Il signor Franco ha un’alta considerazione di me. Ricambiata, signor Franco, ricambiata. Mettiamo tutti le inferriate e dirottiamo il malaffare su Reggio Emilia. Modena resiste!
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