Palazzo Paltrinieri Cambia il giudice: processo da rifare?
Il processo in Tribunale per la demolizione “abusiva” di Palazzo Paltrinieri a Cavezzo continua a riservare sorprese particolari. Nell’udienza di ieri di fatta è stata “espulsa” dall’aula una delle...
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Il processo in Tribunale per la demolizione “abusiva” di Palazzo Paltrinieri a Cavezzo continua a riservare sorprese particolari.
Nell’udienza di ieri di fatta è stata “espulsa” dall’aula una delle proprietarie, parte civile contro gli imputati. Quando uno dei tecnici che fece la prima scheda Aedes il 24 maggio 2012 ha parlato di un sopralluogo speditivo al pianterreno in quanto c’era il timore di un crollo imminente, la signora ha letteralmente sbottato davanti a giudice e avvocati, ricordando invece di essere salita lei stessa al primo piano, accompagnata dai vigili del fuoco, per recuperare i gatti che si erano rifugiati di sopra.
Ieri comunque i tecnici della Protezione civile che hanno effettuato i rilievi (è stata fatta una scheda Aedes anche post-demolizione) hanno meglio puntualizzato il loro lavoro, riconoscendo nel secondo caso di non avere visto le catene di contenimento che rafforzavano l’edificio.
Come noto, il processo vede imputati l’ex sindaco Stefano Draghetti per falso. Con lui anche un dirigente dei vigili del fuoco, mentre altri due sono accusati di omissione di atti d’ufficio.
Il processo tuttavia rischia di infossarsi. Perché se è vero che alla prossima udienza di dicembre dovrà essere sentito il tecnico del Comune, è soprattutto vero che il giudice Bellentani si trasferisce ad altro incarico. Conserverà solo alcuni dei processi penali che sta seguendo. Se così non fosse per quello di Cavezzo, le difese potrebbero chiedere la ripetizione delle testimonianze dibattimentali. Insomma, si ripartirebbe da zero, andando dritti alla prescrizione.
Nell’udienza di ieri di fatta è stata “espulsa” dall’aula una delle proprietarie, parte civile contro gli imputati. Quando uno dei tecnici che fece la prima scheda Aedes il 24 maggio 2012 ha parlato di un sopralluogo speditivo al pianterreno in quanto c’era il timore di un crollo imminente, la signora ha letteralmente sbottato davanti a giudice e avvocati, ricordando invece di essere salita lei stessa al primo piano, accompagnata dai vigili del fuoco, per recuperare i gatti che si erano rifugiati di sopra.
Ieri comunque i tecnici della Protezione civile che hanno effettuato i rilievi (è stata fatta una scheda Aedes anche post-demolizione) hanno meglio puntualizzato il loro lavoro, riconoscendo nel secondo caso di non avere visto le catene di contenimento che rafforzavano l’edificio.
Come noto, il processo vede imputati l’ex sindaco Stefano Draghetti per falso. Con lui anche un dirigente dei vigili del fuoco, mentre altri due sono accusati di omissione di atti d’ufficio.
Il processo tuttavia rischia di infossarsi. Perché se è vero che alla prossima udienza di dicembre dovrà essere sentito il tecnico del Comune, è soprattutto vero che il giudice Bellentani si trasferisce ad altro incarico. Conserverà solo alcuni dei processi penali che sta seguendo. Se così non fosse per quello di Cavezzo, le difese potrebbero chiedere la ripetizione delle testimonianze dibattimentali. Insomma, si ripartirebbe da zero, andando dritti alla prescrizione.
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