San Damaso, contro i furti si coalizzano 150 famiglie
di Luca Gardinale
Assemblea in polisportiva per decidere le prime mosse e sorvegliare il vicinato I promotori avvertono: «Chi vuole fare politica usando il comitato stia fuori»
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Ci sono i furti e tanti altri reati, ma non è solo quello. È che manca una certa coesione, quel senso di comunità che un tempo permetteva di dire ai vicini «Vado via due giorni: non è che tieni gli occhi aperti per favore? Ho visto un po’ di movimenti strani attorno a casa».
Parte da qui, dalla ricerca di collaborazione tra vicini e dalla volontà di compattare un pezzo di città, il progetto che sta nascendo a San Damaso e San Donnino per contrastare l’escalation di furti degli ultimi mesi. «Un progetto nato quasi per gioco - spiega uno dei promotori - perché siamo partiti dalla condivisione dei problemi su un gruppo Facebook, attivando poi una chat di Whatsapp che nel giro di 48 ore si è trasformata in qualcosa di più…». Così, in pochissimi giorni è nato un gruppo di 150 famiglie residenti nelle due frazioni a sud della città. Un gruppo nato dal disagio per i troppi reati commessi nella zona, e gli organizzatori hanno subito chiarito scopi e metodo.
«Noi vogliamo aiutarci e aiutare le forze dell’ordine a contenere gli episodi di criminalità - spiega uno dei promotori dell’iniziativa - ma non abbiamo alcuna voglia di “ospitare” polemisti e persone interessate a fare politica».
Detto fatto: chi fin dall’inizio ha dimostrato di averle, queste intenzioni, è stato gentilmente invitato a lasciare il gruppo. Una scelta che viene dalla consapevolezza che in diversi casi il “comitatismo”, pur partendo da situazioni reali e da ottime intenzioni, è stato cavalcato da partiti o movimenti più interessati alla visibilità che a risolvere i problemi; e spesso sono proprio i comitati a fare da opposizione all’amministrazione comunale, più che i partiti di minoranza. Ma al di là della “missione” e del codice deontologico che esclude i polemisti, quali saranno le prime mosse del nuovo gruppo?
«Un passaggio l’abbiamo già fatto - spiega ancora il residente di San Damaso che guida l’iniziativa - Lunedì siamo stati in Comune, illustrando i nostri problemi e chiedendo informazioni per far partire un’attività di controllo di vicinato. Dobbiamo dire che dall’amministrazione abbiamo trovato una grande attenzione, tanto che in poche ore siamo riusciti a organizzare un incontro, che si terrà venerdì prossimo (il 24 novembre) alle 20.30 alla polisportiva di San Damaso». Sarà proprio l’assemblea, alla quale parteciperanno alcuni delegati dell’amministrazione comunale e della polizia municipale, a definire le modalità con le quali il controllo di vicinato si declinerà: «Non abbiamo intenzione di fare ronde o cose simili - riprende il rappresentante del gruppo - perché queste cose spettano a forze dell’ordine e polizia municipale. Però troveremo un modo per esserci e per esercitare il controllo di vicinato: dobbiamo darci una mano tutti, ristabilendo il contatto tra vicini, anche perché è proprio nel vuoto creato dal disinteresse reciproco che sguazzano i malviventi».
Dal punto di vista organizzativo, è probabile che viste le dimensioni dell’area in questione - che comprende anche la zona della Busa - il gruppo sarà diviso in zone più piccole, con una serie di referenti che si confronteranno per segnalare poi le situazioni problematiche alle forze dell’ordine.
«L’idea è quella di collaborare con tutti - conclude - dall’amministrazione comunale alle diverse forze di polizia, perché è solo costruendo un buon modello di controllo di vicinato che si può ottenere qualche risultato».
Parte da qui, dalla ricerca di collaborazione tra vicini e dalla volontà di compattare un pezzo di città, il progetto che sta nascendo a San Damaso e San Donnino per contrastare l’escalation di furti degli ultimi mesi. «Un progetto nato quasi per gioco - spiega uno dei promotori - perché siamo partiti dalla condivisione dei problemi su un gruppo Facebook, attivando poi una chat di Whatsapp che nel giro di 48 ore si è trasformata in qualcosa di più…». Così, in pochissimi giorni è nato un gruppo di 150 famiglie residenti nelle due frazioni a sud della città. Un gruppo nato dal disagio per i troppi reati commessi nella zona, e gli organizzatori hanno subito chiarito scopi e metodo.
«Noi vogliamo aiutarci e aiutare le forze dell’ordine a contenere gli episodi di criminalità - spiega uno dei promotori dell’iniziativa - ma non abbiamo alcuna voglia di “ospitare” polemisti e persone interessate a fare politica».
Detto fatto: chi fin dall’inizio ha dimostrato di averle, queste intenzioni, è stato gentilmente invitato a lasciare il gruppo. Una scelta che viene dalla consapevolezza che in diversi casi il “comitatismo”, pur partendo da situazioni reali e da ottime intenzioni, è stato cavalcato da partiti o movimenti più interessati alla visibilità che a risolvere i problemi; e spesso sono proprio i comitati a fare da opposizione all’amministrazione comunale, più che i partiti di minoranza. Ma al di là della “missione” e del codice deontologico che esclude i polemisti, quali saranno le prime mosse del nuovo gruppo?
«Un passaggio l’abbiamo già fatto - spiega ancora il residente di San Damaso che guida l’iniziativa - Lunedì siamo stati in Comune, illustrando i nostri problemi e chiedendo informazioni per far partire un’attività di controllo di vicinato. Dobbiamo dire che dall’amministrazione abbiamo trovato una grande attenzione, tanto che in poche ore siamo riusciti a organizzare un incontro, che si terrà venerdì prossimo (il 24 novembre) alle 20.30 alla polisportiva di San Damaso». Sarà proprio l’assemblea, alla quale parteciperanno alcuni delegati dell’amministrazione comunale e della polizia municipale, a definire le modalità con le quali il controllo di vicinato si declinerà: «Non abbiamo intenzione di fare ronde o cose simili - riprende il rappresentante del gruppo - perché queste cose spettano a forze dell’ordine e polizia municipale. Però troveremo un modo per esserci e per esercitare il controllo di vicinato: dobbiamo darci una mano tutti, ristabilendo il contatto tra vicini, anche perché è proprio nel vuoto creato dal disinteresse reciproco che sguazzano i malviventi».
Dal punto di vista organizzativo, è probabile che viste le dimensioni dell’area in questione - che comprende anche la zona della Busa - il gruppo sarà diviso in zone più piccole, con una serie di referenti che si confronteranno per segnalare poi le situazioni problematiche alle forze dell’ordine.
«L’idea è quella di collaborare con tutti - conclude - dall’amministrazione comunale alle diverse forze di polizia, perché è solo costruendo un buon modello di controllo di vicinato che si può ottenere qualche risultato».
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