Gazzetta di Modena

Modena

Villa Ombrosa rinasce dall’abbandono

di Luca Gardinale

Via al cantiere: sarà la nuova Casa delle Donne. Il sindaco: «Per noi è un progetto culturale e politico»

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Da una parte «un progetto culturale e politico della città», dall’altra «un luogo per tanto tempo abbandonato che ora tornerà a vivere». Sono state le parole del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, affiancato dagli assessori alle Pari Opportunità e ai Lavori pubblici Irene Guadagnini e Gabriele Giacobazzi, a dare il via al cantiere per la ristrutturazione e l’ampliamento del fabbricato di Villa Ombrosa - in via Vaciglio nord, all’angolo con la Vignolese - che diventerà la nuova Casa delle donne. Sarà dunque la società aggiudicataria “Iti Impresa generale spa” a realizzare i lavori, con tempi che sono stati fissati in 18 mesi, anche se gli architetti che hanno “disegnato” la nuova Casa delle donne sono anche più ottimisti in vista della consegna dell’opera.

Prende quindi il via in questi giorni l’intervento di recupero del fabbricato - il costo è di oltre un milione di euro - che verrà effettuato in modo rispettoso degli elementi architettonici e decorativi caratteristici della villa appartenuta nel ‘700 all’erudito modenese Ludovico Antonio Muratori e dal 1978 di proprietà del Comune, con cornici, marcapiani e attacco a terra bugnato, che verranno riutilizzati in modo omogeneo nelle varie parti del nuovo complesso. Per rispondere alle necessità della futura Casa delle donne, infatti, l’edificio, già soggetto negli anni scorsi a un primo stralcio di lavori prevalentemente strutturali, di consolidamento e adeguamento sismico, sarà ampliato a nord, con una sala riunioni di 100 metri quadrati accessibile anche a struttura chiusa, e con un nuovo ingresso dal viale alberato raggiungibile da via Vaciglio. La nuova sede di Villa Ombrosa riunirà al suo interno il Centro documentazione donna e la sua biblioteca e le associazioni femminili che attualmente hanno sede in via del Gambero, ovvero Casa delle donne contro la violenza, Differenza maternità, Donne nel mondo, Gruppo donne e giustizia e Udi. «Questo - ha concluso l’assessore Giacobazzi - è un esempio di come bisognerebbe gestire il proprio patrimonio e la conferma che, quando ci sono le condizioni, l’amministrazione porta avanti importanti progetti di riqualificazione».

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