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Asfalto e tendone abusivi Il Comune espropria l’area

Asfalto e tendone abusivi Il Comune espropria l’area

Fiorano. Rilevate strutture fuori legge in una zona di stoccaggio a Ubersetto La proprietà non ha mai rimosso le opere. Ieri il blitz della polizia municipale 

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FIORANO. Dopo due anni abbondanti (25 mesi per la precisione) si conclude il braccio di ferro tra il Comune e l’azienda privata Sassuolo Trasporti srl; il contenzioso riguardava l’area di stoccaggio presente in via Montebianco, nella parte fioranese della frazione di Ubersetto, che da ieri è diventata di proprietà comunale. La sostanza del contendere è da far risalire ad una serie di strutture abusive rilevati in quell’area, come una tensostruttura ed un piazzale asfaltato. La prima mossa del Comune è stata effettuata nell’ottobre del 2015, quando venne emessa un’ordinanza con cui si intimava lo sgombero dei materiali e delle tettoie, ma, vedendo che la proprietà era rimasta inadempiente, si era passati, come da normativa, all’acquisizione del terreno a patrimonio comunale.

La questione, tuttavia, non è stata risolta, in quanto i tecnici comunali hanno cercato di entrare all’interno dell’area in questione per prenderne possesso senza riuscirci, dato che hanno trovato i cancelli di accesso chiusi a chiave. Nel frattempo la proprietà aveva chiesto al Tar di Bologna una sospensiva, che però è stata respinta.

Il Comune ha proseguito con l’iter e ieri, con anche l’aiuto degli agenti della polizia municipale di Fiorano, ha preso possesso dell’area, trovando finalmente i cancelli aperti e nessuna opposizione da parte dei proprietari dell’area, che ora è passata al patrimonio comunale.

«Il 14 ottobre del 2105 il Comune di Fiorano - spiega l’amministrazione comunale - aveva emesso un’ordinanza di demolizione e ripristino relativa ad un’area in Via Montebianco a Ubersetto, affinché la proprietà provvedesse alla rimozione di opere abusivamente realizzate (fra cui un piazzale asfaltato e le tensostrutture) in un’area a vocazione agricola e al conseguente ripristino dello stato dei luoghi, entro 90 giorni. In caso contrario sarebbero state applicate le norme vigenti per cui le aree sono acquisite di diritto al patrimonio disponibile del Comune il cui dirigente o responsabile del competente ufficio deve provvedere alla demolizione delle opere. Constata l’inadempienza, una ordinanza successiva aveva imposto lo sgombero e dichiarato l’acquisizione al patrimonio pubblico, ma i tecnici del Comune non avevano potuto entrare nell’area, trovando gli accessi chiusi. Affrontate tutte le procedure necessarie - conclude la nota del Comune -, questa mattina (ieri, venerdì 17 novembre, ndr), la polizia municipale è entrata nell’area, trovando i cancelli aperti e senza alcuna forma di resistenza da parte della ex proprietà».

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