In centro a Modena un centro diurno per i più poveri
Nasce in centro storico a Modena, con la Caritas e l’appoggio del vescovo. Al lavoro gli scout e gli studenti
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MODENA. Un luogo per sviluppare attività con i poveri e non soltanto per i poveri. Nasce con questo spirito il centro diurno della Caritas di via dei Servi 18.
La sede sarà inaugurata alle 17 di domani, prima Giornata Mondiale dei Poveri. Il nome della via ricorda il servizio, in cui saranno coinvolti da mercoledì una ventina di volontari. Tra loro, scout e studenti delle superiori. Saranno impegnati dalle 15 alle 18 per tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì). I volontari accoglieranno le persone già seguite dal centro d’ascolto della Caritas e inviate dai servizi sociali del Comune.
La prima accoglienza sarà costituita da cibo e bevande calde, ma le attività saranno ben più ampie. Sarà possibile lavare gli indumenti e scrivere un curriculum vitae, avere accesso ai servizi igienici, prenotare visite e riposare, ascoltare storie e giocare, imparare e socializzare.
«Non amiamo a parole, ma con i fatti», ricorda Papa Francesco e il centro diurno intende essere un seme da cui può nascere un albero. «Crediamo nell’importanza di disseminare i segni», riconosce Federico Valenzano, vicedirettore della Caritas e direttore del centro d’ascolto. Valenzano ricorda l’importanza dell’accoglienza a Modena.
«Lo scorso anno sono passati un migliaio di volti dal centro d’ascolto - assicura il vicedirettore della Caritas - e oltre 2.500 nuclei familiari hanno contattato i centri d’ascolto parrocchiali». Nello specifico, «aumentano gli italiani e sono più le donne degli uomini. In più, c’è la questione delle seconde accoglienze: sono le persone che escono dai percorsi di prima accoglienza, che hanno i documenti, ma non ancora l’autonomia».
Per Valenzano occorre passare dalla logica dell’accesso a all’aggancio: «Un modo con cui siamo noi a cogliere i segnali deboli. Un pò come accade da tempo alla mensa Ghirlandina in cui le persone indigenti possono mangiare insieme e c’è la presenza fissa di operatori del centro d’ascolto che li possano contattare in modo informale». «Nel nostro territorio stanno crescendo le persone bisognose - interviene don Giuliano Gazzetti, vicario generale della diocesi di Modena e Nonantola - a cui la chiesa dà risposte concrete. L’inaugurazione vuol essere un invito a capire che sono tante le risposte che la società civile può dare».
Per il vescovo don Erio Castellucci «l’apertura del centro diurno rappresenta un segno importante per la diocesi, le parrocchie e la città». Secondo il vescovo la prima dimostra così come «sia attenta alle persone disagiate»; le seconde potranno «fare volontariato, sensibilizzare le comunità e rispondere ad alcune emergenze». Per Modena, infine, il centro rappresenta «un nuovo richiamo alla convivenza civile, che comporta una lotta concreta contro le ingiustizie». (g.f.)
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