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«L’acquirente di Mec Mac non dà garanzie»

«L’acquirente di Mec Mac non dà garanzie»

Modena. Futuro nebuloso per l’ex Kverneland: i sindacati delusi dall’impresa che deve subentrare

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Non c’è pace per la Mec Mac di Modena, azienda che è nata dalla decisione della multinazionale giapponese Kverneland di chiudere il sito produttivo nel 2016. «Un imprenditore, l’avvocato Borgogna - dice Fiom Cgil Modena - aveva creato Mec Mac per dare continuità produttiva al sito modenese ma dopo 13 mesi è giunta la messa in liquidazione e nei giorni scorsi è subentrato un nuovo imprenditore che non ha però presentato un progetto industriale con sufficienti garanzie di prospettiva. Per questo da ieri è scattato lo sciopero a oltranza dei lavoratori con presidio davanti ai cancelli in via Ponte Alto».

«Dopo la messa in liquidazione dell’azienda - continua il sindacato - nell’ultimo mese è subentrato nella trattativa il rappresentante di un nuovo soggetto imprenditoriale interessato a rilevare Mec Mac. Il 14 novembre scorso il nuovo soggetto imprenditoriale, la Edil Pedone srl di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani) ha rilevato le quote societarie, ha messo in bonis l’impresa revocando lo stato di liquidazione e ha revocato anche la procedura di licenziamento. La società ha affermato la volontà di far ripartire l’attività produttiva ferma da fine luglio, facendola precedere da un periodo di almeno 4 mesi di ammortizzatori sociali. Tutto sembra positivo, e allora perché i lavoratori scioperano? Innanzitutto, il nuovo soggetto imprenditoriale non è l’azienda prospettata dagli impegni sottoscritti inizialmente con un’offerta di interessamento (seppur non vincolante), che aveva una importante solidità finanziaria, ma si è rilevata appunto la Edil Pedone Srl che ha un capitale sociale nettamente inferiore. Ad oggi non è stato presentato nessun piano industriale e nessun piano di investimento per riavviare il sito modenese, si è solo sussurrata la possibilità di cambio della mission produttiva passando dalla produzione di macchine agricole a macchine per l’edilizia. Inoltre lo stipendio di ottobre verrà pagato attraverso la vendita ad una società terza di attrezzature e macchinari. Sugli ammortizzatori il nuovo proprietario ha dichiarato che non c’è la volontà di anticipare mensilmente le quote a carico dell’Inps, scaricando sui lavoratori tempi e rischi della procedura. Il nuovo imprenditore non si è presentato all’incontro per confrontarsi con i lavoratori e quindi lo sciopero andrà avanti».

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