Unione, stato d’agitazione dei dipendenti
Stato di agitazione per i lavoratori dell’Unione del Frignano. Lo hanno proclamato Fp/Cgil e Cisl/Fp di zona con il Sulpl provinciale, «a seguito di relazioni sindacali assolutamente insufficienti e...
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Stato di agitazione per i lavoratori dell’Unione del Frignano. Lo hanno proclamato Fp/Cgil e Cisl/Fp di zona con il Sulpl provinciale, «a seguito di relazioni sindacali assolutamente insufficienti e di una sostanziale mancanza di risposta alle problematiche organizzative che da troppo tempo vengono portate ai tavoli di trattativa».
Di qui ieri la richiesta al prefetto di conciliazione. «La situazione è divenuta insostenibile» notano le sigle, ricordando un documento di 5 cartelle presentato 20 giorni fa sui problemi: dall’orario dei Servizi sociali alla sicurezza dei loro ambienti, poi la questione delle sedi di lavoro compresa quella del Comando di polizia municipale e molto altro.
«Sulla polizia - nota il presidente dell’Unione Leandro Bonucchi – rispondo che dal 1 novembre abbiamo stabilizzato due agenti e che dal 1 gennaio il comandante sarà a tempo indeterminato grazie a una mobilità dal Comune di Modena, che ringrazio per la collaborazione. I servizi sociali hanno visto cambiare nettamente le richieste, ma l’organizzazione è sempre quella del 2014. Siamo consapevoli dei disagi, qui e altrove, e ci impegniamo a risolverli. Ma certo il quadro normativo attuale non ci aiuta».
Di qui ieri la richiesta al prefetto di conciliazione. «La situazione è divenuta insostenibile» notano le sigle, ricordando un documento di 5 cartelle presentato 20 giorni fa sui problemi: dall’orario dei Servizi sociali alla sicurezza dei loro ambienti, poi la questione delle sedi di lavoro compresa quella del Comando di polizia municipale e molto altro.
«Sulla polizia - nota il presidente dell’Unione Leandro Bonucchi – rispondo che dal 1 novembre abbiamo stabilizzato due agenti e che dal 1 gennaio il comandante sarà a tempo indeterminato grazie a una mobilità dal Comune di Modena, che ringrazio per la collaborazione. I servizi sociali hanno visto cambiare nettamente le richieste, ma l’organizzazione è sempre quella del 2014. Siamo consapevoli dei disagi, qui e altrove, e ci impegniamo a risolverli. Ma certo il quadro normativo attuale non ci aiuta».
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