Veltroni: «La Sinistra? Passato che ritorna»
di Valeria Cammarota
«Dividendosi favorisce gli avversari come già accaduto». Presentato a Carpi il suo nuovo libro
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«Parlerò solo del libro, questa sera». Con queste parole, ieri sera in Auditorium San Rocco a Carpi, Walter Veltroni ha dato inizio alla presentazione del suo ultimo libro, "Quando" (edito da Rizzoli), nell'ambito della rassegna Ne Vale La Pena. Così, il politico e giornalista ha garbatamente tentato di schivare qualsiasi possibile accenno e commento alla politica degli ultimi anni, consapevole del fatto che tanti, nel leggere il romanzo, vi hanno voluto intravedere una metafora della Sinistra così come è oggi: inerme, come il protagonista del volume. "Quando", infatti, si sviluppa nella storia recente d'Italia, avendo come sfondo l'evoluzione della sinistra, a partire dalla quale l'autore analizza le differenze tra generazioni pre e post Duemila. Il racconto ruota attorno a Giovanni, un uomo che entra in coma a causa di un incidente il giorno della morte di Enrico Berlinguer, il 13 giugno 1984, e si risveglia oltre trent'anni dopo, nel luglio 2017, in un mondo completamente cambiato - un nuovo secolo, in un nuovo millennio - del quale deve imparare a capire tutto. Esiste, appunto chi, dello stato vegetativo di Giovanni, ha voluto fare una lettura politica, identificandolo nel coma della sinistra. «Assolutamente: questa è solo una storia - ha spiegato - Poi, naturalmente, nel raccontarla sono emerse le mie passioni civili e politiche. Tuttavia, non penso la Sinistra sia in coma, anzi. Penso sia stato proprio grazie a Berlinguer che essa non ha fatto la fine di altri movimenti di sinistra, come invece è accaduto in tante altre parti del mondo. È stato l'unico partito da cui è partito qualcosa di vitale, che ha contribuito a far nascere, proprio il contrario del coma».
Ma, in fondo, è inevitabile che, nelle oltre trecento pagine dal romanzo, traspaia un forte rimando alla politica.
«È una specie di malattia che si ripete nel tempo, quella che affligge la Sinistra - ha affermato - Certe volte, scatta un demone dentro di essa. Anche negli anni '30 si divise di fronte a quello che stava accadendo nel mondo, invece di unirsi, e così facendo aiutò l'affermazione del peggio. Il timore del futuro e la nostalgia del passato sono pericolosi. Vorrei si evitasse. Basta mettere da parte diffidenze, rancori, differenze che possono anche coesistere. Io stesso ho combattuto tutta la vita per il contrario».
Ma, in fondo, è inevitabile che, nelle oltre trecento pagine dal romanzo, traspaia un forte rimando alla politica.
«È una specie di malattia che si ripete nel tempo, quella che affligge la Sinistra - ha affermato - Certe volte, scatta un demone dentro di essa. Anche negli anni '30 si divise di fronte a quello che stava accadendo nel mondo, invece di unirsi, e così facendo aiutò l'affermazione del peggio. Il timore del futuro e la nostalgia del passato sono pericolosi. Vorrei si evitasse. Basta mettere da parte diffidenze, rancori, differenze che possono anche coesistere. Io stesso ho combattuto tutta la vita per il contrario».
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