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Cavezzo. Libri, blog e musica Annamaria Pacchioni e la vita presa contromano

di Laura Solieri
Cavezzo. Libri, blog e musica Annamaria Pacchioni e la vita presa contromano

Il terremoto, la roulotte diventata camera gipsy e le “Colazioni in villa” organizzate a Cavezzo presso Villa Pacchioni

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CAVEZZO. Annamaria Pacchioni, classe 1988, di Cavezzo, si definisce una letterata contromano, timida bassista, sentimentale in divieto di sosta. “Mi fanno paura i punti-e-a-capo alla fine delle frasi – sorride Annamaria, presentandosi - Adoro i tortelli di zucca, il profumo di tigli e scoprire cose nuove andando in bicicletta. Cerco di pulirmi sempre i piedi prima di entrare nel cuore degli altri. Ho tanti progetti, ma continuo a chiedermi quale sia la mia strada. Credo nella gentilezza. E spero di trovare presto il mio ettaro di cielo”.

Annamaria sta ultimando la specialistica in Italianistica presso la facoltà di Lettere di Bologna e portando avanti tante attività interessanti: “Se fai due conti, ti accorgerai che i miei studi sono durati più del dovuto – dice, timida - Non ho voluto e potuto fare dell'università la mia priorità. Ho sempre creduto, per vicissitudini scelte ed obbligate, che lo studio unito all'esperienza di vita, renda persone migliori. Ho fatto un po’ di tutto per mantenermi sin da subito (l’ultima esperienza in gelateria) e trovare la mia strada, e uno dei miei desideri più grandi è poter insegnare”.

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Con la sua famiglia, Annamaria gestisce un colorato bed & breakfast presso la propria abitazione: Villa Pacchioni.

“Lo abbiamo riaperto quest’anno ad aprile. A seguito del sisma del 2012, abbiamo vissuto per cinque anni in un modulo abitativo in giardino e una roulotte che ci hanno donato (che ora è diventata una camera gipsy!) - racconta Annamaria che vive con sua madre e tre fratelli di cui è la maggiore, un asino, due cani, due gatti e un pollaio a due piani - Oltre all’attività quotidiana, abbiamo dato il via a “Colazioni in villa”, appuntamenti domenicali, e stiamo organizzando un calendario di eventi”.

Anche quest’anno Annamaria conduce un gruppo di lettura presso e assieme alla Biblioteca di Cavezzo, giunto alla sua terza edizione. “Ci troviamo ogni terzo giovedì del mese e discutiamo dei romanzi che di volta in volta assegno in base alla tematica scelta. Mi piacerebbe poter vivere scrivendo. È l’unica cosa che mi fa sentire a fuoco. Visto che si tratta di un sogno difficile da realizzare, mi consolo scrivendo per me, senza pretese, sul mio blog nowhere.blog. Assieme all’Università e a Wu Ming 2 ho partecipato quest’anno ad un laboratorio di scrittura sul tema delle migrazioni “Dall’altra parte del mare”, realizzando un racconto di gruppo (“Respiro”) che è stato pubblicato da Eks&Tra. Cerco di partecipare attivamente alle proposte culturali e sociali del territorio, frequento e sostengo la cooperativa sociale ManiTese di Finale Emilia. Ho pensato spesso se andare via, mettermi alla prova… - dice Annamaria - Non so se mi manchi il coraggio. Forse, semplicemente mi sono scoperta innamorata della terra in cui son nata. Soprattutto in questi anni in cui restare in Italia è considerato non abbastanza, credo che la scelta controcorrente sia quella di cercare di cambiare le cose qui”.

Un'altra grande passione di Annamaria è la musica: suona il basso e per anni ha fatto parte della Banda Rulli Frulli.

“Da pochissimo ho iniziato a collaborare ad un blog sulla nuova musica italiana: “L’Indigeno”. È di un amico, Claudio, che ho conosciuto quest’anno ad un corso di giornalismo musicale tenuto da Rumore presso Radio Città Fujiko di Bologna. È difficile tenere insieme tutto e non perdersi – conclude Annamaria - Io mi perdo spesso; un po’ me la cerco anche, lo ammetto! Ma perdere è sempre trovare. Per me l’arte, la creatività, è leggere i significati che stanno dietro alle cose, dare voce alle idee, osservare il mondo con occhi diversi. Rendere i buchi che ciascuno ha dentro di sé, finestre vista cielo”.
 

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