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Modena, scuole medie Paoli: Numeri da palcoscenico La matematica è una star

Modena, scuole medie Paoli: Numeri da palcoscenico La matematica è una star

Gli studenti delle medie Paoli uniscono il teatro e gli studi scientifici “La fortuna con gli occhiali”: tra calcolo delle probabilità e ludopatie

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MODENA. Lo avreste mai immaginato? La matematica che sale sul palcoscenico e diventa protagonista e viene raccontata, attraverso le storie dei suoi scienziati, dei suoi protagonisti illustri, delle scoperte che hanno cambiato il modo di concepire la realtà e il pensiero scientifico, dalle voci di ragazzi di una scuola media (secondaria inferiore). Accade alle Paoli, dell’IC8 di Modena, dove da qualche anno, tra i progetti che vengono approvati e portati avanti c’è proprio questo: la matematica a teatro. Una sfida (vinta) due volte: la prima perché rende fruibili e comprensibili anche “mattoni” del pensiero scientifico (dai su, diciamocelo, la sequenza di Fibonacci è chiara a tutti?), la seconda perché dimostra (a chi avesse ancora dubbi) che spesso sono proprio i ragazzi etichettati come difficili, oppositivi, disinteressati, a dare il meglio in questi progetti, a riprova che l’inclusione e il lavoro per competenze, se fatto come si deve, non allontana i ragazzi ma, anzi, li stimola e ne tira fuori la parte migliore.

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Quest’anno si intitola “La fortuna con gli occhiali” ed è legato al calcolo delle probabilità e al tema del gioco d’azzardo (ludopatia) lo spettacolo teatrale che andrà in scena in primavera e che sarà recitato appunto dai ragazzi della scuola secondaria di primo grado P. Paoli di Modena.

“I testi teatrali - conferma la professoressa Antonella Magliuolo, insegnante nella scuola secondaria di primo grado P. Paoli dell’IC8 di Modena - si sono trasformati in un prezioso strumento, con cui gli allievi sono riusciti ad esprimere tutta una serie di competenze trasversali, che raramente riescono ad emergere nel contesto scolastico abituale. Il teatro, come attività realmente inclusiva, ha consentito anche agli studenti normalmente più deboli, di conseguire risultati talvolta strabilianti sul palco, che ci hanno profondamente commosso e che, almeno per quanto mi riguarda, danno ancora più senso al mio lavoro di insegnante. Anno dopo anno, battuta dopo battuta, prova dopo prova, i ragazzi hanno imparato a lavorare insieme, a beneficio delle relazioni sia tra loro che con le insegnanti”.

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“La nostra avventura teatrale – ricorda la professoressa Antonella Magliuolo, insegnante nella scuola secondaria di primo grado P. Paoli dell’IC8 di Modena - è cominciata quattro anni fa, quando abbiamo deciso d' introdurre la recitazione come attività curricolare per una nostra terza, nel tentativo di coniugare le materie scientifiche e umanistiche. Così, siamo partite da un testo su Enrico Fermi, l'anno dopo abbiamo continuato con Leonardo Fibonacci in una classe prima, quello dopo ancora con Galileo Galilei in una seconda. Per i copioni ci siamo rivolti ad Antonio Magliulo, autore e regista teatrale partenopeo, che di volta in volta ha sapientemente elaborato trame in cui si intrecciano discipline varie: fisica, storia, matematica, musica. L'impiego di quest'ultima nella messinscena è stato possibile grazie al supporto di una nostra collega, prof.ssa Marinella Barbieri, che ci ha aiutate ad impreziosire i nostri spettacoli con brani d'epoca suonati in scena dagli stessi ragazzi”.

“Difficile descrivere la soddisfazione che abbiamo provato nel vedere i nostri alunni calcare le scene – conclude - in questi anni; nel frattempo alcuni di loro sono passati alle scuole superiori, altri sono ancora con noi, cresciuti assieme ai rispettivi personaggi, tanto che ancora oggi, mentre facciamo lezione, vengono fuori le battute delle nostre "vecchie" performance”.
 

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