la visita
Quel segno di croce nel Duomo crollato «Ci sarà qualcosa...»
MIRANDOLA. «Quanto impegno, quante battaglie qui dentro...». Lia Gabrielli, ex consigliere comunale, è stata tra le prime ad indossare il caschetto ed entrare nell’ex municipio, interdetto al mondo...
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MIRANDOLA. «Quanto impegno, quante battaglie qui dentro...». Lia Gabrielli, ex consigliere comunale, è stata tra le prime ad indossare il caschetto ed entrare nell’ex municipio, interdetto al mondo da 4 anni. E l’emozione non ha impedito anche ad altri qualche lacrima, per un mondo trasformato dal sisma e che ora si ripropone di recuperarne la funzione di rappresentanza. Nello storico palazzo costruito e ampliato nei secoli si sono prese le decisioni più importanti di Mirandola. Ma oggi, nella sala giunta che ha visto susseguirsi settantanni di sindaci della sinistra, c’è giusto un tavolo scolastico, una seggiola precaria. E la polvere, tanta, interrotta dai tiranti di acciaio della messa in sicurezza, che impedisce ai due corpi di fabbrica di aprirsi in due. «Via, fate presto, di là meglio non andare...» è ancora il consiglio prudente dei vigili del fuoco che accompagnano i visitatori, con l’assessore Ganzerli e i tecnici comunali.
Pericolo che in Duomo non c’è più: il tetto è crollato sul pavimento, sfondandolo, e una giungla di tondini tiene in sicurezza le pareti. Non i colombi che hanno imputridito l’edificio, tenuti ora a bada dal rumore registrato di un rapace. Eppure, in tanta desolazione, una donna trova l’istinto del segno della croce: «Sarà pur rimasto qualcosa...». (ase)
Pericolo che in Duomo non c’è più: il tetto è crollato sul pavimento, sfondandolo, e una giungla di tondini tiene in sicurezza le pareti. Non i colombi che hanno imputridito l’edificio, tenuti ora a bada dal rumore registrato di un rapace. Eppure, in tanta desolazione, una donna trova l’istinto del segno della croce: «Sarà pur rimasto qualcosa...». (ase)
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