Gazzetta di Modena

Modena

Rave party a Finale: 400 ragazzi identificati

Francesco Dondi
I carabinieri davanti al capannone occupato per il rave party
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I carabinieri davanti al capannone occupato per il rave party

La festa era stata convocata nel capannone abbandonato di un'ex ceramica in via Amalfi. Imponente blitz dei carabinieri

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FINALE Marzia arriva dalla Lombardia insieme ad un gruppo di amici. Ha l’auto parcheggiata a ridosso del vecchio capannone abbandonato che un tempo ospitava la ceramica Edera. Non avrebbe mai immaginato, lei così come tutti gli altri mille ragazzi, di finire in via Amalfi, strada di servizio del polo industriale di Finale. Anzi, non sapeva neppure dove fosse Finale. Lo ha scoperto con un messaggio arrivato sul telefonino nella notte. Addirittura non era neppure indicato l’indirizzo bensì le coordinate di geolocalizzazione. Una strategia per evitare qualche soffiata, che faccia intervenire gli “sbirri” a bloccare la festa. Perché quello andato in scena sabato notte e che sarebbe dovuto durare fino almeno a ieri sera, per quei mille doveva essere un party divertente, che li facesse evadere dalla realtà per qualche ora, accompagnati da una musica assordante e travolgente. Un rave dove non sono mancate pasticche allucinogene, cocaina e hascisc ma che come era stato convocato si sarebbe dovuto sciogliere senza dare nell’occhio.

IL BLITZ DEI CARABINIERI

L’allarme parte dalla polizia ferroviaria che intercetta alcuni ragazzi su un treno. Sostengono di dover andare a Castelfranco ma poco dopo cambiano idea. C’è qualcosa che non va e chi passa per la Panaria Bassa nota gruppetti di ragazzi che nel cuore della notte, a piedi, si avventurano sulla strada buia. Perché qualcuno ha avuto la “fortuna” di arrivare con l’auto o in camper, altri hanno utilizzato i taxi e altri ancora si sono affidati ai mezzi di fortuna o i bus di linea. La prima pattuglia dei carabinieri intercetta la situazione e quando il sole è alto scatta il blitz, coordinato dal comandante della Compagnia di Carpi, Alessandro Iacovelli. Sono almeno 15 le pattuglie che da tutte le caserme della Bassa vengono convocate. Tutti i militari rispondono presente, anche quelli che sono a riposo. E con loro entra in servizio tutta la polizia municipale di Finale. L’affare è troppo grosso: ci sono evidenti problemi di ordine pubblico visto che gestire un migliaio di persone non è cosa da tutti i giorni. Chi non arriva è invece la polizia, che per tematiche analoghe dovrebbe avere la competenza e il quadro complessivo della situazione. Un’assenza che non passa inosservata agli stessi promoter che a ogni soggetto “sospetto” e in borghese domanda se è della Digos.

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L’ORGANIZZAZIONE

Il tam tam per arrivare all’ex ceramica Edera è nato sui social. A guidare il migliaio di ragazzi c’è un gruppetto eterogeneo: vengono da Basilicata, Firenze, Latina e Ferrara. Sono gli organizzatori che hanno allestito un rave party in ogni dettaglio. C’è un servizio autogestito di assistenza sanitaria per eventuali collassi, ci sono i panini, l’acqua e un impianto audio che spara musica a decibel elevatissimi nel grande capannone dove sono parcheggiate auto, camper e girano liberi i cani. È con loro che parte la trattativa: i carabinieri vogliono spegnere la musica poco a poco, sono consapevoli che un intervento di forza sarebbe deleterio sia per la gestione dei ragazzi - in numero ben superiore - che per la loro sicurezza visto che dovrebbero rimettersi alla guida in condizioni psico-fisiche non certo ideali. Nessuno vuole arrivare allo scontro. Alla fine si trova l’accordo: alle 14 la musica va spenta. E così effettivamente sarà. La voce gira, nessuno fa storie e intanto iniziano i saluti alla spicciolata.

LE DENUNCE

Saranno oltre 400 le persone identificate: per tutte scatterà la denuncia per occupazione abusiva e manifestazione non autorizzata. In tanti, invece, cercano di defilarsi a piedi attraverso la campagna. Un serpentone fino al tardo pomeriggio quando sul rave di Finale cala ufficialmente il sipario.

LA RAGAZZINA SCOMPARSA E IL FURTO

Due episodi che raccontano una notte di sballo e divertimento. Mancano le sigarette? Nessun problema, le si va a recuperare. E così qualcuno degli invitati al rave  raggiunge il bar “Gatto Rosso” e lo svaligia, portandosi via circa 500 euro di sigarette che poi saranno rivendute all’interno. I carabinieri indagano. Ma la preoccupazione maggiore è stata per una ragazzina di Milano, irreperibile dai genitori. Aveva detto che sarebbe andata a dormire da un’amica, ma per ore non ha dato notizie di sé tanto che la famiglia, dopo essere venuta a conoscenza della festa di Finale, ha raggiunto la caserma dell’Arma per chiedere aiuto. Sono iniziate le ricerche ma non era tra le persone identificate in via Amalfi.

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