Ecco l’acconto per le imposte
Entro il giorno 30 i versamenti dell’unica o seconda rata. I metodi previsti e chi è tenuto a pagare
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L’argomento di oggi riguarda l’acconto delle imposte, i metodi per calcolarlo e le prossime scadenze. Per le persone fisiche e le società come tutti gli anni è un novembre denso di scadenze. Giovedì 30 novembre scade il termine ultimo entro cui dovrà essere versata la seconda rata (o l’unico versamento come vedremo in seguito) di quanto dovuto all’Erario, a titolo di acconto sulle imposte per l’anno 2017. Per determinare tale acconto si potrà procedere in diversi modi a seconda anche della natura del contribuente.
Metodo storico: l’ammontare dell’acconto sarà determinato sulla base di quanto pagato nel precedente periodo d’imposta al netto di detrazioni, ritenute, crediti d’imposta.
Metodo previsionale: l’ammontare dell’acconto sarà determinato sulla base del reddito che si presume di conseguire nell’anno in corso.
Principio di cassa: le imprese minori calcoleranno il reddito come differenza tra ricavi e altri proventi percepiti nel periodo di imposta e l’ammontare delle spese sostenute.
Da chi è dovuto: l'acconto è dovuto ove l’imposta dichiarata nel 2016 sia superiore a 51,65 euro. L'ammontare del pagamento che sarà effettuato dal contribuente all'Erario sarà quindi pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno 2016 e dovrà essere versato in unica soluzione da effettuare entro il 30 novembre prossimo, quando il suo ammontare sia inferiore a 257,52 euro; oppure in due rate, quando il suo ammontare sia pari o superiore a 257,52 euro. In tale ultimo caso la prima rata, già versata con il saldo entro il 30 giugno scorso, è stata pari al 40% dell’importo dovuto dal contribuente; la seconda rata, da versare entro il 30 novembre, sarà pari al 60% dell’importo dovuto dal contribuente. Nell’eventualità in cui il contribuente preveda per l’anno successivo il pagamento di un minore importo di tasse, determinerà gli acconti da versare sulla base proprio del metodo previsionale. Attenzione però, qualora il contribuente tenga conto di avere un minor reddito col metodo previsionale e quindi paghi una imposta inferiore a titolo di acconto, dovrà poi confrontare tale previsione con la realtà. Se a giugno del 2018, al momento di liquidare le imposte del 2017, il reddito risulterà uguale o superiore al 2016 il contribuente dovrà versare la differenza di imposta dovuta col metodo storico oltre alle sanzioni e agli interessi. Chiaro che il metodo previsionale vada utilizzato solo quando vi sia la ragionevole certezza di un calo importante di reddito. Le società di persone e gli enti a esse equiparati effettueranno il solo versamento dell’IRAP entro il 30 novembre, mentre l’IRPEF dovrà essere versata direttamente dai soci, a cui i redditi saranno imputati per trasparenza. Le società di capitali e gli enti ad esse equiparati saranno tenute a versare il 100% dell’imposta IRES e IRAP dovuta. Il versamento dovrà avvenire in due rate (salvo che la prima rata non sia inferiore a 103 euro) di importo pari: al 40% dell’importo dovuto, entro la scadenza della prima rata ( solitamente giugno); 60% dell’importo dovuto (quindi il residuo), alla scadenza della seconda rata (30 novembre) oppure l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.
Cedolare secca: quanto agli acconti da versare in virtù dell'adozione dello strumento della cedolare secca, per il 2017 i contribuenti saranno tenuti a versare il 95% dell’imposta secondo le regole per il pagamento dell’acconto IRPEF.
Giorgio Guandalini
dottore commercialista
revisore contabile
Metodo storico: l’ammontare dell’acconto sarà determinato sulla base di quanto pagato nel precedente periodo d’imposta al netto di detrazioni, ritenute, crediti d’imposta.
Metodo previsionale: l’ammontare dell’acconto sarà determinato sulla base del reddito che si presume di conseguire nell’anno in corso.
Principio di cassa: le imprese minori calcoleranno il reddito come differenza tra ricavi e altri proventi percepiti nel periodo di imposta e l’ammontare delle spese sostenute.
Da chi è dovuto: l'acconto è dovuto ove l’imposta dichiarata nel 2016 sia superiore a 51,65 euro. L'ammontare del pagamento che sarà effettuato dal contribuente all'Erario sarà quindi pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno 2016 e dovrà essere versato in unica soluzione da effettuare entro il 30 novembre prossimo, quando il suo ammontare sia inferiore a 257,52 euro; oppure in due rate, quando il suo ammontare sia pari o superiore a 257,52 euro. In tale ultimo caso la prima rata, già versata con il saldo entro il 30 giugno scorso, è stata pari al 40% dell’importo dovuto dal contribuente; la seconda rata, da versare entro il 30 novembre, sarà pari al 60% dell’importo dovuto dal contribuente. Nell’eventualità in cui il contribuente preveda per l’anno successivo il pagamento di un minore importo di tasse, determinerà gli acconti da versare sulla base proprio del metodo previsionale. Attenzione però, qualora il contribuente tenga conto di avere un minor reddito col metodo previsionale e quindi paghi una imposta inferiore a titolo di acconto, dovrà poi confrontare tale previsione con la realtà. Se a giugno del 2018, al momento di liquidare le imposte del 2017, il reddito risulterà uguale o superiore al 2016 il contribuente dovrà versare la differenza di imposta dovuta col metodo storico oltre alle sanzioni e agli interessi. Chiaro che il metodo previsionale vada utilizzato solo quando vi sia la ragionevole certezza di un calo importante di reddito. Le società di persone e gli enti a esse equiparati effettueranno il solo versamento dell’IRAP entro il 30 novembre, mentre l’IRPEF dovrà essere versata direttamente dai soci, a cui i redditi saranno imputati per trasparenza. Le società di capitali e gli enti ad esse equiparati saranno tenute a versare il 100% dell’imposta IRES e IRAP dovuta. Il versamento dovrà avvenire in due rate (salvo che la prima rata non sia inferiore a 103 euro) di importo pari: al 40% dell’importo dovuto, entro la scadenza della prima rata ( solitamente giugno); 60% dell’importo dovuto (quindi il residuo), alla scadenza della seconda rata (30 novembre) oppure l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.
Cedolare secca: quanto agli acconti da versare in virtù dell'adozione dello strumento della cedolare secca, per il 2017 i contribuenti saranno tenuti a versare il 95% dell’imposta secondo le regole per il pagamento dell’acconto IRPEF.
Giorgio Guandalini
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