Gazzetta di Modena

Modena

«Il Ministero e i politici aiutino la Vapor Europe»

di Andrea Gilioli
«Il Ministero e i politici aiutino la Vapor Europe»

I deputati del Movimento 5 Stelle Ferraresi e Dell’Orco lanciano un appello  «È il momento giusto perché il Governo intervenga e dia sicurezza all’azienda»

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Continua la protesta dei lavoratori Vapor Europe, 30 dei quali rischiano il licenziamento, e continua la sfilata di politici che fanno visita al presidio per portare la loro vicinanza ai dipendenti.

L’ultimo incontro dei lavoratori con i politici ha avuto per protagonisti gli esponenti del Movimento Cinque Stelle. Una nutrita delegazione, composta dai rappresentati e consiglieri locali e dai deputati Vittorio Ferraresi e Michele Dell’Orco, infatti, si è recata davanti ai cancelli e ha dialogato a lungo con sindacalisti e lavoratori. Al centro il tema delle clausole “local content”, l’obbligo per le aziende che si aggiudicano appalti pubblici di utilizzare, almeno in parte, prodotti nazionali: unica soluzione, di fatto, per una ripartenza della produzione di automazioni per porte per treni e metropolitane nella fabbrica sassolese, controllata da una multinazionale che, secondo i sindacati e i lavoratori, licenzia per spostare la produzione in Repubblica Ceca.

«Purtroppo questa situazione difficile non è la prima volta che si verifica - ha affermato l’onorevole Dell’Orco - basti pensare al caso della Firem di Formigine. Ci aspettavamo però un intervento più forte e incisivo sia del Ministero sia della politica locale. Tra l’altro è adesso in discussione la legge di bilancio e dunque sarebbe il momento giusto per il Governo di intervenire e dare sicurezze alle aziende, sia su tasse e burocrazia, sia, soprattutto, sul local content, già in uso in tanti altri paesi. Sono questi i temi di cui dovrebbe occuparsi la politica, e in particolare il governo: non fare leggi sulle intercettazioni e altre cose di cui non interessa nulla alla gente».

Dell’Orco nei giorni scorsi aveva anche presentato un’interrogazione a Montecitorio, ma nulla sembra muoversi. «Al momento - continua il deputato - sia io sia i colleghi di altre forze politiche, che si sono interessati, vediamo tutto fermo. Ci aspettiamo dal Ministero una risposta a brevissimo, e non tra quattro mesi quando la legislatura sarà finita. Questa è un’urgenza, perché qui nessuno sta giocando e sono a rischio posti di lavoro e famiglie. Il Pd, che governa Comune, Regione e Stato deve smettere di pensare a poltrone e leggi elettorali e venire a parlare coi lavoratori e con l’azienda per risolvere la questione: gli operai non sono vampiri e non li morderanno».

Rabbia per l’empasse nella vertenza anche da parte del segretario modenese della Fiom, Cesare Pizzolla, che ha a lungo parlato coi deputati grillini. «Dopo l’incontro in Regione è tutto fermo - ha spiegato - e il 29 novembre, al Mise, ci aspettiamo un passo indietro dell’azienda, perché si torni a produrre a Sassuolo. Siamo contenti di incontrare la politica perché serve un’accelerazione sul local content, dato che ci sono tante aziende che stanno vivendo un dramma simile. Ormai è giunta l’ora perché la sfida solo sui costi non porta da nessuna parte. Dobbiamo guardare anche alle condizioni di lavoro e alla qualità, e in materia questo territorio può far sentire forte la voce».



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