Matteo Macchioni conquista la Germania
di Alfonso Scibona
Il tenore impegnato a livello internazionale non dimentica Sassuolo: «Dispiace la chiusura del Carani»
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«Va tutto molto bene, sto lavorando tanto sia in Italia che all’estero e questo è positivo. Rimanere solo in Italia sarebbe come se Cristoforo Colombo fosse rimasto a navigare nel Mediterraneo». A parlare così è Matteo Macchioni, il tenore sassolese sempre più impegnato a livello internazionale, in particolare in Germania.
Come procede la tua carriera, cosa hai fatto nel 2017? «Tanto Rossini, Mozart e Donizetti - risponde - ma anche tanti concerti e recital lirici da protagonista: quest’anno, tra le altre mete, c’è stata quella di Parigi ma anche Cracovia. Vorrei puntualizzare la sezione concerti: sono una parte importante della mia attività a cui tengo molto, perché mi fanno conoscere molto a livello individuale ma anche perché posso esprimere tutto il mio potenziale con brani non forzatamente legati alle opere liriche».
Veniamo, appunto, alle opere liriche: quest’anno c’è stata anche una prima volta...
« Si - conferma - cìè stato il debutto alla Scala di Milano in primavera con “La gazza ladra” di Rossini, a seguire un’altra opera di Rossini, “Cenerentola”, al “Maggio musicale fiorentino”. Purtroppo a Natale non ci sarà Sassuolo - dice con una punta di rammarico - com’era avvenuto lo scorso anno nel duomo di San Giorgio. Il posto più vicino sarà Carpi, il 2 dicembre, quando è fissato il concerto che rientra nel programma di eventi post ricostruzione. A proposito di Sassuolo, rimane il dispiacere per la continua chiusura del teatro Carani».
Nel prossimo futuro?
«C’è ancora la Germania - conclude - con Lipsia su tutto, dove canterò una diversa produzione di “Cenerentola”, ma anche il debutto in Danimarca, al “Royal Danish Opera House”, con il “Barbiere di Siviglia” di Rossini. La prossima estate torno in Italia».
Come procede la tua carriera, cosa hai fatto nel 2017? «Tanto Rossini, Mozart e Donizetti - risponde - ma anche tanti concerti e recital lirici da protagonista: quest’anno, tra le altre mete, c’è stata quella di Parigi ma anche Cracovia. Vorrei puntualizzare la sezione concerti: sono una parte importante della mia attività a cui tengo molto, perché mi fanno conoscere molto a livello individuale ma anche perché posso esprimere tutto il mio potenziale con brani non forzatamente legati alle opere liriche».
Veniamo, appunto, alle opere liriche: quest’anno c’è stata anche una prima volta...
« Si - conferma - cìè stato il debutto alla Scala di Milano in primavera con “La gazza ladra” di Rossini, a seguire un’altra opera di Rossini, “Cenerentola”, al “Maggio musicale fiorentino”. Purtroppo a Natale non ci sarà Sassuolo - dice con una punta di rammarico - com’era avvenuto lo scorso anno nel duomo di San Giorgio. Il posto più vicino sarà Carpi, il 2 dicembre, quando è fissato il concerto che rientra nel programma di eventi post ricostruzione. A proposito di Sassuolo, rimane il dispiacere per la continua chiusura del teatro Carani».
Nel prossimo futuro?
«C’è ancora la Germania - conclude - con Lipsia su tutto, dove canterò una diversa produzione di “Cenerentola”, ma anche il debutto in Danimarca, al “Royal Danish Opera House”, con il “Barbiere di Siviglia” di Rossini. La prossima estate torno in Italia».
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