Gazzetta di Modena

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Mille fiaccole per riaprire Ostetricia a Pavullo

di Daniele Montanari
Mille fiaccole per riaprire Ostetricia a Pavullo

Striscioni e discorsi appassionati sul punto nascite e l’emergenza sanitaria. Presenti alcuni politici e un solo sindaco

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PAVULLO. Partecipazione eccezionale ieri sera a Pavullo alla “Marcia G393” organizzata dai “ragazzi del 1982” con i comitati pro ospedale per chiedere la riapertura del punto nascite. Quasi un migliaio di persone hanno preso parte alla fiaccolata dalla Campanella alla piazza del municipio, il doppio di quelle presenti il 26 luglio. Persone venute da ogni angolo dell’Appennino, che hanno mostrato orgogliose i cartelli di provenienza. Persone comuni ma anche esponenti politici, a partire dai 5 Stelle, presenti con il consigliere Davide Venturelli (che in qualità di membro del comitato “Salviamo le nascite” ha dato voce alle motivazioni della protesta per tutti 2 km) ma anche gli onorevoli Michele Dell’Orco e Vittorio Ferraresi.

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Stavolta c’era anche un sindaco, Gianfranco Tanari da Zocca con il consigliere Giovanni Stefanini: «Era doveroso esserci - ha detto Tanari - per le tante donne di Zocca che hanno partorito a Pavullo». E c’erano diversi consiglieri comunali: probabilmente unica del Pd Stefania Cargioli, da Pavullo come la civica Morena Minelli. C’era l’ex sindaco di Polinago Armando Cabri, e altri.

Corteo aperto da una bella bandiera italiana seguita dallo striscione “Sicurezza per mamme e bimbi” e poi da tanti altri messaggi: “Le emergenze ostetriche non sono trasportabili”, “Velocissimi a togliere, lentissimi a dare”, “Non siamo cittadini di serie B”, “5 minuti fanno la differenza” e anche una bella mappa provinciale che ha mostrato quanti pochi riferimenti per l’emergenza abbia la montagna rispetto alla pianura.

«È una follia privare un territorio vasto come il Frignano di un reparto fondamentale per la gestione delle emergenze legate al parto e alla gravidanza - ha detto Venturelli - È un affronto sociale al diritto di nascere in sicurezza. Quel diritto che i bimbi di montagna devono avere al pari di quelli di pianura. Fanno valutazioni sulla carta, e non si rendono conto delle distanze reali, e di quello che può succedere con la neve. Queste sono fiaccole di speranza di persone che credono nella possibilità di riaprire».

Molto appassionato (e applaudito) il discorso finale davanti al municipio di Gaetano Vandelli (Pavullo 95): «Quello che non bisogna fare - ha rimarcato - è aspettare e dimenticare, perché è quello che vogliono. Abbiamo chiesto anche un incontro al presidente della Regione Bonaccini per spiegare le nostre ragioni. Vedremo se ci riceverà. Tra sei mesi chiuderà anche il reparto di Ginecologia, e così sarà per la Pediatria, che è già spenta. Nessuno verrà più nel nostro ospedale se non lo rendono attrattivo. Siamo qui con tutti i comitati, e ne sorgono sempre di nuovi come quello dei ragazzi dell’82. Sapete perché? Perché manca una vera politica che difenda i cittadini del Frignano. Noi siamo surrogati, per far sentire la vostra voce. Nella speranza di farla ragionare, questa politica».
 

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