Nasce la carta d’identità della salute
La Regione promuove la cartella personale del paziente che si può gestire on line anche per visite, referti e cambio medico
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Pochi modenesi sanno che esiste e quanto è utile e pratico: solo 44mila lo usano, un numero molto basso rispetto alle altre città in regione. È una “carta d’identità della salute” che racchiude tutta la storia clinica e sanitaria di una persona: i referti delle visite specialistiche, le lettere di dimissione dall’ospedale, i verbali del Pronto soccorso, le prescrizioni farmaceutiche, le immagini radiografiche e persino i certificati vaccinali. E uno strumento che permette di accedere on line a tanti servizi, come il cambio del medico di famiglia, il pagamento, ma anche la prenotazione, lo spostamento e la disdetta di una visita e un esame.
IL FASCICOLO. È il Fascicolo Sanitario Elettronico, che la Regione vuole promuovere attraverso una specifica campagna di comunicazione, perché si tratta davvero di un’innovazione tecnologica a disposizione di tutti i cittadini, dai più giovani ai più anziani, da quelli sani a chi è affetto da patologie croniche, che permette di semplificare le procedure di accesso alla sanità, di risparmiare tempo e di raccogliere in un unico posto, cioè sul web, tantissimi dati. In modo ordinato e sicuro.
L’OBIETTIVO. «Diamo il via a una campagna di comunicazione che ha uno scopo preciso - spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi - far comprendere l’importanza e al tempo stesso la praticità di questo strumento, di grandissima utilità sia per i cittadini sia per i medici. Che consente di accedere con un semplice clic e di avere a portata di mano ovunque e con qualsiasi strumento, computer, tablet o smartphone, tutta la propria storia clinica, in forma protetta e riservata, o quella dei propri bambini, a partire dalla situazione vaccinale. Il Fascicolo Sanitario Elettronico - ha aggiunto Venturi - velocizza i processi ed evita spostamenti inutili, e sarà sempre più importante anche in futuro per migliorare l’assistenza».
I DATI. In Emilia-Romagna sono stati attivati finora 377.389 Fascicoli sanitari elettronici, con una tendenza di crescita soprattutto negli ultimi anni (erano 41mila nel 2013, 91mila nel 2014, 168mila nel 2015, 279mila nel 2016). Lo hanno attivato più donne che uomini: 201.422 contro 175.967. Questi i numeri di attivazione per Ausl: Bologna 120.783; Piacenza 11.951; Imola 19.254; Reggio 36.393; Parma 39.748; Ferrara 40.200; Modena 44.435; Romagna 64.625.
A COSA SERVE. La gestione dei consensi alla consultazione dei dati sul Fascicolo sanitario elettronico è personale. Nel “cassetto” sono raccolti i propri documenti sanitari, che possono risalire fino al 2008. I contenuti: dati identificativi dell'assistito, forniti dall’Anagrafe regionale assistiti; referti di visite specialistiche (tra cui quelli relativi ad esami di laboratorio ed accertamenti radiologici consegnati esclusivamente on line); verbali di pronto soccorso; immagini radiografiche; certificati vaccinali e altro. Si può prenotare, modificare e disdire l’appuntamento per esami e visite specialistiche; pagare i ticket sanitari; cambiare il medico di famiglia; inserire altri documenti sanitari cartacei, come referti di visite o esami effettuati in strutture private o precedenti all’attivazione.
IL FASCICOLO. È il Fascicolo Sanitario Elettronico, che la Regione vuole promuovere attraverso una specifica campagna di comunicazione, perché si tratta davvero di un’innovazione tecnologica a disposizione di tutti i cittadini, dai più giovani ai più anziani, da quelli sani a chi è affetto da patologie croniche, che permette di semplificare le procedure di accesso alla sanità, di risparmiare tempo e di raccogliere in un unico posto, cioè sul web, tantissimi dati. In modo ordinato e sicuro.
L’OBIETTIVO. «Diamo il via a una campagna di comunicazione che ha uno scopo preciso - spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi - far comprendere l’importanza e al tempo stesso la praticità di questo strumento, di grandissima utilità sia per i cittadini sia per i medici. Che consente di accedere con un semplice clic e di avere a portata di mano ovunque e con qualsiasi strumento, computer, tablet o smartphone, tutta la propria storia clinica, in forma protetta e riservata, o quella dei propri bambini, a partire dalla situazione vaccinale. Il Fascicolo Sanitario Elettronico - ha aggiunto Venturi - velocizza i processi ed evita spostamenti inutili, e sarà sempre più importante anche in futuro per migliorare l’assistenza».
I DATI. In Emilia-Romagna sono stati attivati finora 377.389 Fascicoli sanitari elettronici, con una tendenza di crescita soprattutto negli ultimi anni (erano 41mila nel 2013, 91mila nel 2014, 168mila nel 2015, 279mila nel 2016). Lo hanno attivato più donne che uomini: 201.422 contro 175.967. Questi i numeri di attivazione per Ausl: Bologna 120.783; Piacenza 11.951; Imola 19.254; Reggio 36.393; Parma 39.748; Ferrara 40.200; Modena 44.435; Romagna 64.625.
A COSA SERVE. La gestione dei consensi alla consultazione dei dati sul Fascicolo sanitario elettronico è personale. Nel “cassetto” sono raccolti i propri documenti sanitari, che possono risalire fino al 2008. I contenuti: dati identificativi dell'assistito, forniti dall’Anagrafe regionale assistiti; referti di visite specialistiche (tra cui quelli relativi ad esami di laboratorio ed accertamenti radiologici consegnati esclusivamente on line); verbali di pronto soccorso; immagini radiografiche; certificati vaccinali e altro. Si può prenotare, modificare e disdire l’appuntamento per esami e visite specialistiche; pagare i ticket sanitari; cambiare il medico di famiglia; inserire altri documenti sanitari cartacei, come referti di visite o esami effettuati in strutture private o precedenti all’attivazione.
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