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Castelfrigo, proteste a Milano e Felino

Castelfrigo, proteste a Milano e Felino

CASTELNUOVO. Non si fermano le proteste dei lavoratori di Castelfrigo, che rischiano di perdere perdere il lavoro a causa del licenziamento annunciato da parte delle cooperative Ilia D.A. e Work...

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CASTELNUOVO. Non si fermano le proteste dei lavoratori di Castelfrigo, che rischiano di perdere perdere il lavoro a causa del licenziamento annunciato da parte delle cooperative Ilia D.A. e Work Service. Lavoratori che, oltre ai licenziamenti, denunciano condizioni di lavoro degradanti, con turni lunghissimi, minacce dei caporali e stipendi in nero. Condizioni di illegalità, dicono dalla Cgil, che minano anche la qualità del prodotto finale, «per la quale i consumatori pagano anche qualche centesimo in più», commenta Umberto Franciosi, segretario generale Flai/Cgil dell'Emilia-Romagna. Proprio per sottolineare questi temi, questa mattina, a partire dalle 11, una delegazione di sindacalisti e di cinquanta lavoratori protesterà presso la sede del Consorzio di tutela del Salame Felino Igp a Parma, nella campagna di proteste “No diritti=No qualità”. Ieri mattina, invece, gli operai si sono recati a Milano, davanti alla sede del Consorzio dello Zampone e del Cotechino di Modena Igp, presso la sede di Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi). Qui, i lavoratori hanno protestato per circa due ore. «Le aziende del settore si riforniscono da ditte come la Castelfrigo, sono un ingranaggio del sistema - afferma Franciosi -. Quella dei subappalti e delle cooperative spurie è una realtà diffusa, non solo in Emilia-Romagna. Anche la grande distribuzione deve fare la sua parte, le aziende subiscono il suo potere. I certificati etici dei grandi marchi come Coop o Conad non possono essere solo sulla carta. L'illegalità può compromettere la qualità».

Enrico Vincenzi

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