I mille per l’ospedale: «Ora la politica smetta di ignorarci»
PAVULLO . Al di là dell'evoluzione che ci sarà nell’ospedale di Pavullo, la “Marcia G393” di domenica resterà un passaggio storico nella vita del Frignano: mai prima di allora tante persone (quasi un...
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PAVULLO . Al di là dell'evoluzione che ci sarà nell’ospedale di Pavullo, la “Marcia G393” di domenica resterà un passaggio storico nella vita del Frignano: mai prima di allora tante persone (quasi un migliaio) si erano riversate in strada per manifestare.
Le vicende delle ultime settimane hanno convinto in tanti a uscire di casa per dire qualcosa, in modo civile ma sentito.
Nella significativa assenza di commenti da parte degli enti decisori (Regione, Provincia e Ausl), il dato di fatto è questo “attivismo civico”.
«Non ci saremmo mai aspettati tante persone – sottolinea Gaetano Vandelli di Pavullo 95 – la gente ha capito che è bene cominciare a venire in piazza e per le vie a manifestare la propria inquietudine per la situazione che si è venuta a creare. Timori per la sicurezza di mamme e bambini e in prospettiva per quello che succederà all'ospedale. Che si avvia a perdere Ginecologia, Pediatria, poi la guardia anestesiologica h24 e la risposta nell’emergenza: una lenta agonia. La gente si sente espropriata di diritti, e si fa sentire. Nel grande vuoto dei sindaci e della politica del Frignano. Noi comitati, come surrogati della politica, andiamo avanti: ci aspettiamo una risposta dal presidente della Regione Bonaccini sulla nostra richiesta d'incontro».
«Istituzioni locali e regionali devono prendere atto delle richieste e della preoccupazione della gente del Frignano – nota Davide Venturelli di “Salviamo le nascite” - non è mai successo che tante persone scendessero in strada, qualcosa lo vorrà pur dire. Quello che ci si aspetta adesso è almeno l’apertura di un tavolo di confronto. Grazie davvero a tutti i partecipanti e gli organizzatori, e a Gianfranco Tanari da Zocca: almeno c’è stato un sindaco che ci ha messo la faccia».
«Stiamo lavorando bene e la gente si sta sensibilizzando – commenta Sabrina Pasquesi di “Salviamo l'ospedale” - dobbiamo lottare con le nostre forze, perché la politica resta una delusione. Ma nel nostro piccolo qualcosa facciamo: ho contattato nei giorni scorsi Emanuela Cioni, presidente del “Coordinamento italiano sanità aree disagiate e periferiche” (Cisadep) che domani (oggi, ndr) sarà ricevuta a Roma al Ministero per trasmettere le problematiche territoriali: porterà anche quella di Pavullo e del Frignano. Detto questo, voglio anche spendere una parola per il personale dell’ospedale, che nonostante tutto quello che sta subendo, e loro subiscono due volte rispetto ai cittadini, sta portando avanti il proprio lavoro con dignità e professionalità».
«Sicuramente questa marcia ha dato nuovo impulso – rimarca Sarah Brambilla del Comitato Mamme – Gaetano è stato splendido e il lavoro informativo fatto dai comitati si è rivelato molto utile. Adesso gli unici che devono piantarla di essere sordi sono i nostri cari politici: non so cosa ancora aspettano che accada. Noi sicuramente non aspetteremo con le mani in mano».
Daniele Montanari
Le vicende delle ultime settimane hanno convinto in tanti a uscire di casa per dire qualcosa, in modo civile ma sentito.
Nella significativa assenza di commenti da parte degli enti decisori (Regione, Provincia e Ausl), il dato di fatto è questo “attivismo civico”.
«Non ci saremmo mai aspettati tante persone – sottolinea Gaetano Vandelli di Pavullo 95 – la gente ha capito che è bene cominciare a venire in piazza e per le vie a manifestare la propria inquietudine per la situazione che si è venuta a creare. Timori per la sicurezza di mamme e bambini e in prospettiva per quello che succederà all'ospedale. Che si avvia a perdere Ginecologia, Pediatria, poi la guardia anestesiologica h24 e la risposta nell’emergenza: una lenta agonia. La gente si sente espropriata di diritti, e si fa sentire. Nel grande vuoto dei sindaci e della politica del Frignano. Noi comitati, come surrogati della politica, andiamo avanti: ci aspettiamo una risposta dal presidente della Regione Bonaccini sulla nostra richiesta d'incontro».
«Istituzioni locali e regionali devono prendere atto delle richieste e della preoccupazione della gente del Frignano – nota Davide Venturelli di “Salviamo le nascite” - non è mai successo che tante persone scendessero in strada, qualcosa lo vorrà pur dire. Quello che ci si aspetta adesso è almeno l’apertura di un tavolo di confronto. Grazie davvero a tutti i partecipanti e gli organizzatori, e a Gianfranco Tanari da Zocca: almeno c’è stato un sindaco che ci ha messo la faccia».
«Stiamo lavorando bene e la gente si sta sensibilizzando – commenta Sabrina Pasquesi di “Salviamo l'ospedale” - dobbiamo lottare con le nostre forze, perché la politica resta una delusione. Ma nel nostro piccolo qualcosa facciamo: ho contattato nei giorni scorsi Emanuela Cioni, presidente del “Coordinamento italiano sanità aree disagiate e periferiche” (Cisadep) che domani (oggi, ndr) sarà ricevuta a Roma al Ministero per trasmettere le problematiche territoriali: porterà anche quella di Pavullo e del Frignano. Detto questo, voglio anche spendere una parola per il personale dell’ospedale, che nonostante tutto quello che sta subendo, e loro subiscono due volte rispetto ai cittadini, sta portando avanti il proprio lavoro con dignità e professionalità».
«Sicuramente questa marcia ha dato nuovo impulso – rimarca Sarah Brambilla del Comitato Mamme – Gaetano è stato splendido e il lavoro informativo fatto dai comitati si è rivelato molto utile. Adesso gli unici che devono piantarla di essere sordi sono i nostri cari politici: non so cosa ancora aspettano che accada. Noi sicuramente non aspetteremo con le mani in mano».
Daniele Montanari
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