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Modena, ecco il nuovo questore Santarelli: «Sinergia per la sicurezza»

Modena, ecco il nuovo questore Santarelli: «Sinergia per la sicurezza»

Il primo obiettivo: «Tutte le forze dell’ordine devono integrarsi. Pronto ad un’apertura anche ad associazioni e comitati»

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MODENA. Non conosce la città, lo ammette, ma ha le idee chiare forte della sua prestigiosa carriera in polizia. Suo obiettivo primario: una gestione sinergica della sicurezza, compresa la municipale, con un’apertura ad associazioni cittadine e comitati di zona. «Ai modenesi dico che sono orgoglioso di essere qui, farò tutto quello che è nelle mie possibilità per garantire la loro sicurezza».

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Parola del nuovo questore Filippo Santarelli, che ieri si è presentato alla stampa dopo aver iniziato a stringere le prime relazioni istituzionali nel territorio. Trentadue anni di carriera in polizia con un incarico delicato portato avanti per anni - capo di gabinetto della Direzione Investigativa Antimafia del Viminale - subentrando al predecessore Paolo Fassari (che prima di traslocare a Padova ha ricordato che a Modena e provincia i reati sono in calo del 6%), Santarelli ha visitato per la prima volta Modena. «Una città bellissima - ha detto - che non conoscevo. Devo dire che mi ha entusiasmato. Darò però grande attenzione anche alla provincia. E - ha confidato poco dopo - sono già curioso di visitare l’Appennino e il Cimone, dato che sono un appassionato di trekking e di sci».

Santarelli, separato con un figlio, montanaro di Amatrice, era questore a Frosinone nei giorni del terremoto nella sua terra, che gli ha portato via l’altro figlio, il 28enne Marco.

Santarelli non si è mai fermato e non si ferma. Già domenica ha iniziato a prendere confidenza con le istituzioni. E ieri mattina è stato ricevuto dal prefetto Maria Patrizia Paba, che gli ha rivolto «i migliori auguri di buon lavoro per l'impegnativo incarico», nella prospettiva di «una fruttuosa collaborazione- segnalano dal Palazzo del Governo- in seno al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per il bene e la sicurezza dei territori modenesi».

«L’incontro col prefetto Paba - ha spiegato Santarelli - ha portato alla ricerca di una collaborazione immediata. Posso già dire che col prefetto ho trovato molti punti di incontro che adesso dovremo definire».

Più tardi è seguito un incontro col sindaco con delega alla sicurezza e presidente della provincia, Gian Carlo Muzzarelli, che in questi mesi e anni ha sempre rilanciato sul Patto per Modena Sicura. «Cercheremo di estendere e rafforzare questo patto», ha subito avvisato Santarelli, proprio sottolineando l’aspetto sinergico di questo accordo che prevede l’integrazione delle forze dell’ordine per un obiettivo unico di sicurezza. «Voglio specificare però che quando parlo di sinergia - ha precisato - intendo il coinvolgimento anche delle associazioni e dei comitati locali o di quartiere. Anche dei singoli cittadini, se serve. Perché più contributi si danno, come ho imparato per mia esperienza diretta, e maggiori risultati si ottengono».

Sempre nel pomeriggio il nuovo questore aveva in calendario un incontro col procuratore capo di Modena Lucia Musti e col presidente pro tempore del Tribunale di Modena giudice Angelo Gin Tibaldi.

Al termine, inizierà il lavoro quotidiano. «Ma già oggi posso dire che l’attività delle donne e degli uomini della polizia di Modena (e comprendo anche i commissariati di provincia) mi pare molto importante». Infatti il questore - gesto che è stato molto apprezzato dagli agenti - ha già iniziato a contattare gli operatori di vari uffici presentandosi e dando di sé l’idea di un dirigente pronto ad ascoltare. Se la sicurezza resta la sua priorità - che ieri ha indicato come la missione prima della polizia - ha anche sottolineato il suo interesse personale per la gestione degli eventi sportivi e pubblici, nato quando era al Commissariato Prati di Roma, dove si trova lo Stadio Olimpico.

«Piena collaborazione ma soprattutto completa convergenza sull’obiettivo comune: rendere Modena una città più sicura», ha commentato il sindaco dopo aver ricevuto Santarelli.

Carlo Gregori
 

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