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Conoscere il vino, non è cosa semplice

Paride Rabitti
Conoscere il vino, non è cosa semplice

Oggi ci crediamo tutti esperti di vino, un po’ come quando durante i mondiali di calcio ci sentiamo tutti allenatori, ma questo è un paragone sul quale in questo momento è meglio sorvolare

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MODENA. Oggi ci crediamo tutti esperti di vino, un po’ come quando durante i mondiali di calcio ci sentiamo tutti allenatori, ma questo è un paragone sul quale in questo momento è meglio sorvolare.

La cultura del vino è di grande interesse, molti sono attratti dai corsi per conoscere meglio questa materia enologica e sognano di appendere in taverna un diploma di assaggiatore, degustatore o addirittura sommelier.

Parole che mai ci saremmo sognati di nominare a voce alta oggi sono entrate nelle conversazioni quotidiane dove non si beve ma si degusta, dal calice da tenere rigorosamente per lo stelo e che prima di essere riempito viene avvinato per poi osservarne il contenuto roteante, quindi si annusa elencando un frutto ad ogni sniffata, ma quando il vino entra in bocca, apriti cielo, poi ci si ricompone come usciti dal trance e lo schioccare delle labbra e il sospiro di appagante soddisfazione ne è il segnale liberatorio.

Alcuni esplodono in entusiastici commenti, altri si trattengono prima in un pensieroso minuto di raccoglimento per poi sottolineare le note erbacee, la croccantezza e la piacevolezza del tannino addomesticato. Stiamo solo attenti a non prenderci troppo sul serio e prima che ci raggiunga un attacco di “trombonismo”, ricordiamoci che il vino, sopratutto il Lambrusco, è gioia, divertimento, convivio e simposio, un lubrificante frizzante che aiuta a fraternizzare.

Non dimentichiamo l’aspetto più popolare e godereccio del Lambrusco quello che mantiene la promessa di essere onesto e di non deludere il rapporto qualità prezzo e soddisfare quello che cerchiamo e cioè di essere piacevole e beverino ma sopratutto di essere poco costoso alla cassa del supermercato. È infatti di queste bottiglie che voglio parlare, perché è possibile bere bene tutti i giorni pasteggiando con Lambrusco afferrato per il collo sullo scaffale dell’ipermercato.

Sarebbe bello fare una classifica sui Lambruschi presenti nelle varie corsie dei negozi, perché gli italiani sempre più consapevoli e attenti preferiscono comprare il vino al supermercato

Superato il brutto impatto con i cartonati e tristi “vini” da un euro al litro, non rimane che concentrarci sui prodotti D.O.P nella fascia di prezzo di 5 euro circa ed è proprio qui che si dovrebbe raccontare il vino e il territorio, non basta più differenziare la scelta tra secco o amabile ma parlare di uvaggio, annata della vendemmia, monovitigno, purezza, qualità, metodo di vinificazione. (Nella foto un espositore sbagliato di Lambrusco)

* Il Lambruscologo


 

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