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Medie senza sabato: «L’assessore dica quando si parte»

Medie senza sabato: «L’assessore dica quando si parte»

Il Pd incalza Cavazza su tempi e modi della riforma: «Ci sono le iscrizioni, le famiglie devono essere informate»

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Adesso si capirà bene “a che gioco si vorrà giocare”. Non è certo un gioco il cambio di programmi, offerta e orari delle scuole medie modenesi, ma rende bene l’idea di ciò che sta accadendo a poche settimane dalle iscrizioni, quando l’offerta formativa alle famiglie dovrà essere presentata.

Il Comune, d’accordo con la maggior parte dei dirigenti scolastici, aveva spinto per accelerare la costruzione di un documento che portasse ognuna delle dieci scuole medie ad una proposta di programmi ben precisa, che contemplasse anche il sabato a casa grazie ad una rimodulazione dell’orario. I tentennamenti di piazza Grande, partita in ritardo, sono stati poi frenati dalla dirigente scolastica provinciale Silvia Menabue che qualche giorno fa, rilasciando una intervista al nostro giornale, aveva espressamente detto che ormai era tardi per partire con questa piccola, ma sentita rivoluzione. Come dire, se ne riparlerà dal prossimo anno. Una forzatura secondo qualcuno, che alcuni dirigenti scolastici non hanno digerito, così come diversi professori.

E nemmeno in Comune la cosa è piaciuta, così piovuta sul tavolo dell’assessore che ora, dopo aver giustamente provato ad accelerare, si trova col provveditorato schierato a frenare gli entusiasmi.

Anche al Pd l’atteggiamento non è piaciuto, tanto che due consiglieri comunali che conoscono molto bene la realtà scolastica modenese, Grazia Baracchi e Antonio Carpentieri, hanno deciso di presentare una interrogazione dettagliata nella quale chiedere conto all’assessore della situazione che si è venuta a creare, una sorta di limbo che porterà nuovamente ad un momento di caos durante le iscrizioni di gennaio e febbraio. L’assessore Cavazza, infatti, si era espresso positivamente sia sui tempi che sui modi del progetto didattico su cinque giorni.

Scrivono i consiglieri: «Al tavolo di coordinamento dei dirigenti scolastici e dei presidenti dei consigli d’istituto degli istituti comprensivi si sta elaborando una proposta e un documento didattico organizzativo da proporre alle singole istituzioni scolastiche, anche perchè il tema è molto sentito ed atteso dalle famiglie. Chiediamo di sapere, arrivati a questo punto, a che punto del percorso siamo e quali sono i tempi previsti, quali azioni informative e di coinvolgimento delle famiglie sono state pensate e come si organizzeranno, nel caso vengano modificati gli orari, i servizi accessori come mense e trasporti, che però tanto secondari non sono».

Domande lecite alle quali l’assessore risponderà prossimamente in consiglio comunale, anche per capire fino a che punto si potrà forzare la mano nel braccio di ferro con l’ufficio scolastico provinciale che, di fatti, si è già espresso contro la riforma in tempi brevi.

Davide Berti

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