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Modena, «I comitati esistono quando va male...»

Modena, «I comitati esistono quando va male...»

Il presidente Malpighi: «La situazione è peggiorata Anche abusivismo e contraffazione sono da monitorare»

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MODENA. «I dati raccolti da Confcommercio dicono chiaramente una cosa: la percezione della sicurezza degli imprenditori modenesi è peggiorata, anche se i motivi vanno cercati soprattutto a livello nazionale, dal momento che per gli intervistati un elemento centrale è la mancata certezza della pena». A dirlo è Franco Buontempi, vicedirettore dell’associazione, che ieri, in occasione della giornata “Legalità, mi piace”, ha presentato i risultati dell’indagine condotta tra gli imprenditori modenesi.

«Quella della percezione della sicurezza non è certo una tematica nuova - incalza il vicepresidente provinciale Massimo Malpighi - del resto ci sono delle leggi sbagliate e poco chiare che sarebbero la prima cosa da cambiare. Quello che possiamo fare come associazione è continuare a tenere alta l’attenzione su queste tematiche: crediamo che, se sapremo lavorare tutti insieme, dai cittadini agli enti locali, passando per associazioni e sindacati, le possibilità di cambiare le cose non manchino. Del resto, non dobbiamo limitarci a considerare i soli reati predatori, ma anche fenomeni come abusivismo e contraffazione, che sottraggono all’economia pulita complessivamente quasi 20 miliardi di euro di fatturato all’anno». Tutto questo mentre in città è ripreso con un certo vigore l’attivismo dei comitati che si battono per la sicurezza: «La ripresa delle attività dei comitati - spiega ancora Malpighi - è la conferma che i dati sulla sicurezza non migliorano, e di conseguenza la paura porta le persone a unirsi e sollevare i problemi.

L’importante è che non ci si limiti a parlare dei problemi solo quando avvengono i fatti, ma che l’attenzione resti sempre alta». Il vicepresidente di Confcommercio ricorda quindi l’importanza di collaborare con il Comune per migliorare la situazione: «L’amministrazione ha dimostrato di saper tenere monitorata la problematica - conclude - ma i dati sono inconfutabili e confermano che rispetto agli anni passati le cose non sono migliorate, il che vuol dire che bisogna fare di più». Tra i problemi legati alla legalità c’è anche quello dell’abusivismo nel settore alberghiero: «Negli ultimi anni anche Modena è stata investita dal mercato parallelo degli affitti turistici - spiega Riccardo Pisani, presidente vicario di Federalberghi - dal “caratteristico e accogliente bilocale nel centro storico di Modena” alla “dimora tipica e molto centrale”, giungendo al più classico “appartamento climatizzato con affaccio sul centro storico”. Si tratta di alloggi ad uso turistico, messi in vendita con piattaforme on line: sono oltre 600 gli alloggi presenti nelle varie piattaforme, per una stima prudenziale di circa duemila posti letto. Un quadro che, in presenza di un inquadramento normativo insufficiente, preoccupa sotto diversi profili, perché siamo di fronte a un fenomeno che sfugge a qualunque regola, a partire da quelle basilari in materia di fisco, previdenza, lavoro, igiene e sicurezza».

Ma anche il settore immobiliare non è esente dai problemi di legalità: «Nel settore dell’intermediazione - spiega Raffaele Vosino, presidente della Federazione italiana mediatori immobiliari - ci sono personaggi che svolgono la professione senza titolo, portando a situazioni rischiose per i cittadini». Tornando ai reati predatori, tra i più bersagliati ci sono i tabaccai: «Il 90% dei soldi che girano nei nostri cassetti sono dello Stato - spiega Paolo Bigarelli, presidente provinciale della Federazione italiana tabaccai - e quindi l’auspicio è che le forze dell’ordine si ricordino di noi, visto che quando si parla di furti e rapine siamo in prima linea…». Ma i tabaccai sono alle prese anche con le nuove norme sull’uso delle macchinette: «Qualcuno pensa che noi vendiamo morte e rovina - riprende Bigarelli - ma non è affatto così. L’importante è che ci siano delle regole e che vengano rispettate: di certo il proibizionismo non paga, come dimostra la moltiplicazione di “totem” connessi a provider stranieri seguita all’eliminazione delle sale slot a Bolzano». (l.g.)
 

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