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Palazzo si alzerà di 70 centimetri

Palazzo si alzerà di 70 centimetri

Terremoto. Iniziato il sollevamento di un edificio per rafforzarne le fondamenta

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MIRANDOLA. Dopo l’imponente edificio ad L che si trova tra via Statale Nord, via Prampolini e via di Vittorio, un altro palazzo di Mirandola verrà letteralmente sollevato dal suolo, per apportare importanti rafforzamenti antisismici direttamente sulle sue fondamenta. Il fabbricato è il condominio di 2500 metri quadrati di via Cairoli, fortemente danneggiato dal sisma e costituito da 15 appartamenti. I lavori di ricostruzione sono partiti a dicembre 2016 e ad ottobre 2018 il condominio verrà finito. Un investimento di 3milioni di euro da parte della Regione. Lavori di ricostruzione e di finitura con la ditta A&C e per la parte del sollevamento dal suolo Soles Tech. «L’impianto di 30 martinetti sulle fondamenta è stato montato, e dopo la fase di collaudo - spiega l’ing. Marco Gandini, tecnico-progettista e direttore dei lavori - abbiamo iniziato il sollevamento dell’edificio: i martinetti solleveranno il palazzo di 2 centimetri al giorno fino ad arrivare ad un altezza di 70 cm, lavorando in blocco e muovendosi di pochi millimetri. Questo per inserire nelle fondamenta degli isolatori elastomerici in grado di abbattere ed assorbire un eventuale onda sismica. È una tecnologia che protegge l’edificio dal terremoto in modo innovativo: diminuendo la forza d’urto dell’onda sismica che arriva dal terreno, grazie agli isolatori, il palazzo ha una capacità maggiore di resistervi riportando danni strutturali nettamente inferiori. Qualora ci sia un onda sismica i residenti, dentro gli appartamenti, avrebbero una percezione quasi nulla di ciò che sta avvenendo all’esterno». L’area in cui sono stati montati i 30 martinetti è stata suddivisa in due parti e i martinetti in due gruppi: il gruppo dei martinetti su cui è stato apposto un “bollino” verde e la lettera C e il gruppo dei martinetti con il “bollino” viola e la lettera D. I due gruppi sono collegati ad altrettante centraline che vengono costantemente monitorate dalla Control Room, una “stazione” mobile che si trova vicina all’edificio. “I numeri e i dati delle due centraline oleodinamiche confluiscono direttamente qui, dove poi vengono rielaborati in veste grafica su di un pc - puntualizza Giuseppe Zattoni, ingegnere della Soles Tech - il sollevamento dell’edificio viene controllato costantemente, come il pompaggio e la pressione dell’olio dentro ciascun martinetto». (v.c.)

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