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Posta su Fb bufala sui vigili: a processo

Posta su Fb bufala sui vigili: a processo

L’accusa ai vigili “sceriffi” di aver ingiustamente portato via l’auto dopo la multa inesistente e i commenti indignati e piuttosto accesi di due amici sono costati a un frequentatore di Facebook e...

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L’accusa ai vigili “sceriffi” di aver ingiustamente portato via l’auto dopo la multa inesistente e i commenti indignati e piuttosto accesi di due amici sono costati a un frequentatore di Facebook e agli altri due un processo per diffamazione aggravata a mezzo internet (nella foto il palazzo del tribunale di Modena).

Presunte vittime del caso sono proprio gli agenti della polizia municipale Unione Terre dei Castelli di stanza a Vignola. Ieri il giudice Luigi Tirone ha accolto la richiesta dell’avvocato Fabio Bazzani che, a nome anche degli altri due imputati, ha proposto di applicare per la prima volta a Modena per un caso di diffamazione la nuova Legge Orlando sulla riparazione risarcitoria voluta dal ministero di Grazia e Giustizia. Il giudice si è riservato.

La curiosità di questa vicenda è proprio nell’accusa che si è rivelata una bufala. L’indignato 48enne di Guiglia che l’ha postata due anni fa nel suo profilo facendola girare per Facebook puntava il dito contro la polizia municipale vignolese: diceva che gli avevano appioppato una multa per una contravvenzione inesistente oltretutto gli avevano portato via l’auto. Criticava aspramente e con epiteti pesati quelli che chiamava “vigili sceriffi”. Poco dopo sono apparsi i primi commenti. Particolarmente accesi quelli di due amici Fb del guigliese: un modenese e un ferrarese. I due hanno alzato la temperatura della discussione con offese. La municipale ha letto e preso nota, poi ha sporto denuncia per diffamazione. Il motivo è che l’auto era stata multata a ragione, con motivi fondati, e il mezzo era stato portato via secondo la procedura ordinaria. Nessuna persecuzione o multa infondata. Insomma, quella del guigliese era una classica “fake news” che ha inutilmente suscitato avversione per la municipale. Non sono bastate le pubbliche scuse degli accusati. Così al processo in corso le difese hanno proposto un risarcimento che sarà però il giudice a stabilire se sufficiente ed equo, non più la parte offesa. (carlo gregori)

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