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Pronto soccorso, aumentano i posti letto

di Davide Berti
Pronto soccorso, aumentano i posti letto

In caso di necessità a Baggiovara 26 in più, altri 23 al Policlinico. E nel massimo afflusso invernale cresceranno ancora  

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Dopo le liste d’attesa per gli esami, il nuovo obiettivo sono i tempi di attesa del pronto soccorso. Abbattute le prime grazie ad uno sforzo anche economico a tappeto su tutta la provincia - sebbene qualche criticità ancora esista - la nuova mission imposta dalla Regione agli ospedali è ancora più complessa.

La situazione. Le Linee di indirizzo stabiliscono che le Direzioni cui fanno capo i servizi di Pronto Soccorso delle Aziende sanitarie provvedano a redigere e applicare piani per la gestione del sovraffollamento, con l’individuazione di indicatori per la corretta rilevazione del fenomeno e la definizione delle relative soglie di criticità e di modalità di risposta tempestive, proporzionate ai livelli di criticità rilevata. Le modalità di “misurazione” del sovraffollamento devono essere uniformi in tutti i Pronto Soccorso regionali e consentire alle Direzioni di tenere sotto controllo in ogni momento la situazione per intervenire tempestivamente; pertanto è previsto che i programmi informatici di Pronto Soccorso siano adeguati per raccogliere tutti i dati necessari.

I numeri. Ma di quali numeri stiamo parlando? Al pronto soccorso dell’ospedale di Baggiovara nel 2016 sono stati 45.365 gli accessi e sono 37.834 nei primi dieci mesi del 2017. Al Policlinico nel 2016 gli accessi sono stati 57.270 (compresi 15.563 accessi al PS il cui triage viene effettuatati sempre al pronto soccorso generale). Sono stati 6.563, invece, gli accessi al pronto soccorso di Chirurgia della Mano. Nei primi dieci mesi del 2016 gli accessi sono stati 48.118 (10.929 al pronto soccorso ortopedico). A questi si aggiungono 5.377 accessi a chirurgia della mano.

I momenti clou. Numeri importanti, che possono portare al sovraffollamento. Il provvedimento della Giunta riguarda in particolare situazioni che, seppur generalmente limitate nel tempo (da poche ore ad alcuni giorni) determinano criticità “importanti” nel sistema dell’emergenza-urgenza ospedaliera. Di fatto, il sovraffollamento dei Pronto Soccorso dipende da aumenti transitori nel numero di accessi ma anche dal tempo di permanenza all’interno dell’area, e dal tempo necessario per ricoverare i pazienti che ne hanno bisogno.

Tra i fattori che possono determinare un aumento degli accessi, il principale è legato all’epidemiologia stagionale: ad esempio, epidemie influenzali e ondate di calore. Una volta fatta l’accettazione, il fattore che incide maggiormente sui tempi di permanenza è quello delle consulenze, per cui è necessario facilitare le consulenze specialistiche e gli accertamenti diagnostici strumentali, in particolare quelli radiologici di livello più avanzato, come le Tac. Tra i fattori di “uscita” pesa maggiormente la velocità con cui i pazienti vengono accolti nei reparti per acuti all’interno dell’ospedale per il ricovero.

Le soluzioni. È chiaro, quindi, come il problema del sovraffollamento del Pronto Soccorso debba essere affrontato con soluzioni di natura organizzativa che necessariamente devono coinvolgere l’intero ospedale - reparti di degenza, servizi diagnostici, trasporti, e così via - e non solo il Pronto Soccorso, bilanciando l’utilizzo di risorse di personale aggiuntivo in funzione del variare delle condizioni e delle criticità. A Modena cosa succederà: più posti letto nei momenti clou o più personale per smaltire più in fretta i pazienti?

La soluzione scelta sembra la prima. Il dottor Marco Barozzi, direttore della Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Baggiovara e il dottor Antonio Luciani, direttore del Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza del Policlinico di Modena, hanno preso parte in questi mesi al gruppo di lavoro che ha redatto le linee guida e che sta sviluppando il software che fornirà gli indicatori per valutare i livelli affollamento del pronto soccorso e, di conseguenza, attivare le procedure di emergenza.

Sia al Policlinico sia a Baggiovara è stato attivato da tempo un meccanismo (in gergo chiamato “cingolo”) che prevede una riserva giornaliera di posti letto – tra medicine e chirurgie - per il Pronto Soccorso che è stata calcolata sugli accessi torici. A Baggiovara si tratta di 26 posti letto, al Policlinico di 23. Questa riserva può essere ampliata in momenti di particolare emergenza, intervenendo sui ricoveri programmati.

Nuove disposizioni. Da segnalare anche l’attivazione al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Baggiovara del settore di Admission e Discharge Room con 6 posti letto. Qui vengono ospitati i pazienti che, terminato il percorso di emergenza al PS, sono in attesa di essere inviati al reparto più appropriato per il loro problema assistenziale (admission) oppure quelli che, già dimessi da un reparto di degenza, sono in attesa di essere trasferiti a domicilio o in altre strutture del territorio (discharge). Questa riorganizzazione è stata consolidata anche dall’assunzione di due medici per l’area di Emergenza e urgenza all’Ospedale Civile di Baggiovara. Al Policlinico, come ogni anno, da dicembre a febbraio verrà attivata inoltre una sezione straordinaria di Medicina Interna Area Critica di 17 letti per far fronte a possibili picchi di ricoveri legati al periodo invernale.



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