Sorrisi a bimbi e anziani attraverso un libro
Il racconto di Luciana Ravazzini: «Mi emozionano gli occhi di chi ascolta, brillano e vivono di fantasia»
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SASSUOLO. Luciana Annunciata Ravazzini, di Sassuolo, due figlie, due nipoti, fiscalista, da qualche anno si occupa di cultura generale e di letture attraverso Librarsi, associazione che promuove e favorisce la lettura. «Mi sono avvicinata a Librarsi dopo essere rimasta vedova, su invito di mia sorella, già volontaria di questa associazione – racconta Luciana - Prima mi sono avvicinata in punta di piedi, poi, con sempre più voglia di essere coinvolta nelle sue attività e per un triennio ho anche gestito e coordinato le letture del gruppo. Riuscire a trasmettere l’emozione della storia a chi mi ascolta quando leggo, mi riempie il cuore, così come mi emozionano gli occhi di chi ascolta, luccicanti e partecipativi. I miei orizzonti si sono allargati ed ho scoperto la scrittura, senza abiurare “il leggere”. Ho scritto due libri, una storia tra leggenda e realtà ed un libro di poesie con lo pseudonimo “Lhura”». Per Luciana il libro è una finestra aperta sul mondo con vista a 360 gradi, senza confini di spazi e immaginazione. “Avendo tempo, ho imparato quello che la lettura e la scrittura possono dare ad un individuo: aperture di orizzonti davvero impensati e la capacità di porsi domande, non necessariamente per avere risposte immediate. E’ il pensare che è affascinante e costruttivo per l’individuo. Quando mi vesto e mi travesto per leggere ai bambini, mi immergo nei personaggi più disparati e mi piacciono le facce che fanno quando cambio voce. Quando, invece, leggo nelle case di riposo agli anziani, godo della luce che sprigionano i loro occhi». Le letture solitamente vengono fatte presso i Centri per le famiglie, in biblioteca, nelle scuole, a volte nei parchi. «Non c'è una lettura preferita: scelgo tra quelle che mi trasmettono emozioni e sono adatte all'età degli ascoltatori, al loro status, alla loro preparazione. Il segreto è la semplicità, perché è giusto arrivare a tutti, soprattutto agli anziani, desiderosi di ascoltare, anche in dialetto, storie che li riportano a tempi passati. Quando la storia, il racconto, è catturato da chi ascolta, non c'è differenza tra anziani, bambini o adulti in generale. Penso che il loro viaggio fantasioso d'ascolto si differenzi solo per il loro vissuto. Occuparsi degli altri significa ricevere per se stessi – conclude Luciana - Io sono grata perché dai bambini, dai “nonni” e da chi ascolta in generale, ricevo tantissimo». Per informazioni sull’associazione visita il sito www.volontarilibrarsi.org (l.s.)
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