Gazzetta di Modena

Modena

Autisti Seta, per Natale ferie quasi dimezzate

di Luca Gardinale
Autisti Seta, per Natale ferie quasi dimezzate

Dopo l’attacco del presidente Vanni Bulgarelli, la proposta di Rendace della Cisl: «Lo invitiamo a salire sull’autobus per sette ore, poi capirà qualcosa in più...»

3 MINUTI DI LETTURA





L’ideale per loro sarebbe vederli al volante, per sperimentare di persona le difficoltà di tutti i giorni. Ma visto che non è possibile - nessuno dei due ha la patente “D” - la richiesta è molto più semplice, anche se finora non è mai successo: «Salgano su un autobus e ci restino per sette ore, poi forse capiranno qualcosa di più…».

A chiederlo sono gli autisti Seta, e i potenziali passeggeri sono il presidente Vanni Bulgarelli e il direttore generale Roberto Badalotti, protagonisti della commissione consiliare di martedì sera, quando il numero uno della società ha lanciato nuovi affondi nei confronti dei sindacati. E a rispondere al presidente Bulgarelli oggi è Giuseppe Rendace, segretario della Faisa Cisal, il sindacato più rappresentativo per quanto riguarda gli autisti. Rendace, in commissione Bulgarelli ha fatto notare che le assenze per malattia degli autisti modenesi hanno raggiunto il 70% della somma di quelle registrate a Reggio e Piacenza. «Credo che davanti a questi dati il presidente si dovrebbe fare qualche domanda, come qualsiasi dirigente che si trovi di fronte a un aumento di assenze. Forse c’è qualche motivo? Magari potrebbe cercare la risposta sotto la voce “turni massacranti”… visto che parliamo di malattie, però, sarebbe bene parlare anche di straordinari e di ferie». Prego. «Sul capitolo straordinari, a inizio anno abbiamo deciso di smettere di farli, dal momento che nel 2016 ci sono stati autisti che hanno messo insieme 1600-1700 ore di straordinari, che significano 13-14 ore di lavoro al giorno. Di conseguenza, l’azienda è andata subito in difficoltà, punendo una trentina di dipendenti con cinque giorni di sospensione proprio perché si sono rifiutati di fare gli straordinari». La questione ferie, invece, è l’ultimo “regalo” agli autisti modenesi: fino all’anno scorso, e anche oggi nei bacini di Reggio e Piacenza, le vacanze si basavano su una suddivisione in due periodi, facendo in modo che alcuni potessero stare a casa la settimana di Natale e altri da Capodanno all’Epifania. Quest’anno, invece, la divisione è stata in tre periodi (24-28 dicembre, 29 dicembre-1 gennaio, 3-6 gennaio) con soli quattro giorni di ferie a testa: ma cosa se ne fa di quattro giorni una persona che per tornare a casa deve fare 1200 chilometri? Si tratta dell’ennesimo “dispetto” che l’azienda fa al personale viaggiante, e solo a Modena. Tutto questo mentre vengono mandati controllori da Reggio (nonostante ce ne siano anche nel nostro bacino) per monitorare il comportamento degli autisti modenesi. Controlli che in diversi casi si sono tradotti in sospensioni di 15 giorni per chi guidava usando l’auricolare: sono d’accordo sulla tutela della sicurezza prima di tutto, ma non è un po’ spropositata una sospensione di due settimane per un comportamento consentito dal codice della strada?». E poi ci sono le ultime dichiarazioni, con il presidente che invita ad appellarsi all’Onu chi vorrebbe un mediatore per la vertenza. «Trovo vergognoso che un presidente faccia ironia in questo modo. Del resto, la considerazione che Bulgarelli ha dei suoi dipendenti si vede anche dal modo in cui chiama gli autisti, visto che per lui siamo i “mangiatori di tagliatelle”… Il fatto è che per capire la situazione in cui ci troviamo ogni giorno dovrebbe fare una cosa molto semplice... Cioè? «Per capire di cosa parlano, presidente e direttore dovrebbero salire su un bus e rimanerci per sette ore, magari all’ora di punta, con gli studenti stipati come sardine, e con un mezzo vecchio, che già più di una volta ha preso fuoco, e con tempi di percorrenza che arrivano a 17 minuti per andare dall’autostazione a via Chinnici. Del resto c’è carenza di organico anche nelle officine, quindi non sempre si riesce a fare la manutenzione necessaria anche se abbiamo tanti mezzi vecchi, perché un autobus con tre anni di vita ha già percorso 400mila chilometri. Quello che vorremmo, insomma, è che per una volta presidente e direttore condividessero con noi una giornata “normale”, perché non ne possiamo più di essere giudicati da persone che non sanno di cosa parlano».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google