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Black-out dopo la nevicata, Bargi porta il caso in Regione
POLINAGO. I disservizi legati alla neve del 13 novembre finiscono sul tavolo regionale, con l’interrogazione del leghista Stefano Bargi. «Una volta si sarebbe detto: cose che succedono solo nel terzo...
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POLINAGO. I disservizi legati alla neve del 13 novembre finiscono sul tavolo regionale, con l’interrogazione del leghista Stefano Bargi. «Una volta si sarebbe detto: cose che succedono solo nel terzo mondo, ma siamo a fine 2017 ed è inaccettabile che una nevicata faccia precipitare un territorio nell’emergenza totale» scrive, ricordando i black-out di anche 48 ore a Polinago e la giornata senz’acqua a Serra. «Situazioni assurde – nota - per una singola precipitazione, anche se avvenuta fuori dal periodo considerato a maggior probabilità. È ormai passato il concetto che ogni evento atmosferico sia “straordinario” anche in territori come quello montano. Ma chiaramente siamo al ridicolo: se le gente resta due giorni senza corrente ci sono problemi strutturali seri». Bargi punta il dito sulla prevenzione, «su cui gli enti pubblici coinvolti investono poco e male, dati i risultati, e il comportamento di chi offre i servizi energetici». Sulla questione interviene anche Simona Magnani, capogruppo di opposizione a Polinago: «Ringrazio Bargi che ha raccolto il mio grido di rabbia per quanto stiamo vivendo in montagna, un incubo andato sempre più peggiorando in questi ultimi anni, come è sotto gli occhi di tutti», rimarca. «Scarsa manutenzione, linee e cabine vetuste, politiche aziendali che preferiscono ricorrere ai ripari in casi di emergenza piuttosto che intervenire con ammodernamenti preventivi? Sta di fatto che il problema esiste e pretendiamo risposte, ma sopratutto un’inversione di rotta. Sono periodi cupi per la nostra montagna dove ci rendiamo sempre più conto di essere considerati esclusivamente un numero, un numero piccolino, quasi fossimo quel male minore della società da poter sacrificare». Da parte sua, Hera in una nota ribadisce che la nevicata è stata «eccezionale per quantità e intensità, con danneggiamento di circa 15 linee di media tensione. È errato attribuire questi episodi alla mancata manutenzione delle fasce di rispetto e anche l’ipotesi che la presenza di persone sul territorio sia diminuita rispetto al passato è priva di fondamento: da anni il presidio è il medesimo, se non in alcuni casi rafforzato». (dm)
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