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Cencetti: il processo slitta ancora

Cencetti: il processo slitta ancora

A 6 anni dai fatti, inizio riviato a febbraio. Intanto scattano le prime prescrizioni

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Ancora uno slittamento per la partenza del maxi-processo sulla presunta serie di corruzioni e appalti al Policlinico sotto la direzione generale di Stefano Cencetti (2009-2012). Per il cambiamento di composizione del Secondo Collegio del Tribunale, l’udienza è stata fissata la 26 gennaio con un nuovo presidente, il giudice Scarpa.

Inizierà perciò a sei anni dai fatti un processo che vede alla sbarra oltre all’ex Dg i dirigentui di alcune grandi cooperative “rosse” emiliane - Ccc di Bologna, Cmb di Carpi, Cpl Concordia, Servizi Italia e Coopservice di Reggio - e aziende che hanno lavorato al Policlinico su assegnazioni di lavori con grandi importi. Sei anni sono tanti e infatti sta iniziando a scattare la ghigliottina delle prescrizioni per i reati “minori”. La falcidia colpirà soprattutto a fine 2018. Considerando che è già caduta in udienza preliminare l’accusa di associazione a delinquere per Cencetti e altri, restano in piedi solo due reati gravi: la corruzione e la turbativa di libera scelta del contraente (simile alla turbativa d’asta). Due reati ovviamente concatenati, dato che i pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei hanno supposto l’esistenza di un patto criminale tra aziende e Cencetti per assegnare i lavori e anche i cosiddetto Appaltone da 130 milioni di euro. C’è anche l’accusa di riciclaggio per quanto riguarda il denaro provento della corruzione e riguarda la moglie di Cencetti Maurizia Viviani e, per la Gutemberg di Arezzo, l’ex senatore Ds Vasco Giannotti e sua moglie Giorgina Artiano. Dal canto suo, anche ieri Cencetti (assente in aula) ha fatto sapere di attendere il processo sicuro di dimostrare la sua estraneità alle accuse. (c.g.)

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