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Cgil, durissima risposta ai dipendenti Castelfrigo

di Sara Donatelli
Cgil, durissima risposta ai dipendenti Castelfrigo

Castelnuovo. I lavoratori diretti: «Battaglia politica, qui nessuno è schiavo» Il sindacato: «Sconcertati. Loro varie volte ci raccontarono lo sfruttamento»

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CASTELNUOVO. «Smettete di parlare di sciopero, questa è una battaglia politica ad un sistema fatta sulla nostra pelle». Inizia così la dura lettera scritta da circa 60 lavoratori diretti dell’azienda Castelfrigo (impiegati, meccanici, addetti alle pulizie, operai) e inviata il 18 novembre agli organi di stampa. «Siamo stanchi di vedere la nostra azienda coperta di fango e screditata. Perché un’azienda che dà lavoro e ci paga deve essere messa in difficoltà per cose tra l’altro non vere?». Si tratta di un vero e proprio atto d’accusa, quello mosso dai dipendenti diretti contro i sindacati che in queste settimane stanno fiancheggiando i 127 ex soci-lavoratori delle coop appaltatrici della Castelfrigo, la Work Service e la ILIA D.A., contro la procedura di licenziamento. I contenuti della lettera si scontrano duramente con quello che nelle ultime settimane, e da anni, viene denunciato dai sindacati: «Lavoriamo da tanti anni in questa azienda, nello stesso ambiente dei lavoratori delle coop, e non abbiamo mai visto nessuno degli episodi descritti, né caporali, né schiavi, né altre cose illegali». Non si è fatta attendere la risposta della Flai/Cgil e della Filt/Cgil che hanno rispedito al mittente ogni accusa. «Lo sciopero ad oltranza che abbiamo proclamato per i lavoratori delle coop non è una battaglia politica, ma una lotta per ripristinare la legalità all’interno di un sito produttivo simile per struttura occupazionale a tanti altri del distretto delle carni», scrivono i sindacati, rincarando la dose: «Siamo sconcertati nel notare, tra i sottoscrittori della vostra lettera, lavoratori e lavoratrici che, in più occasioni, negli anni scorsi, si sono pesantemente lamentati degli appalti, tanto da segnalarci situazioni di sfruttamento». Le organizzazioni sindacali hanno inoltre sottolineato i numerosi tentativi di trattativa con l’azienda, prima di giungere allo sciopero: «Il 29 settembre abbiamo sollecitato un incontro con la direzione di Castelfrigo e delle coop sulla sostenibilità economica e occupazionale dell’intero sito produttivo. Richiesta rifiutata da Castelfrigo, con relativa minaccia di querela». La Cgil ha infine ribadito l’obiettivo centrale delle vertenze, e puntato ancora una volta l’accento sulla responsabilità diretta della Castelfrigo: «Vogliamo solo che le false coop che sfruttano i lavoratori e generano evasione fiscale e contributiva escano da questo territorio. La proprietà della Castelfrigo, per trovare una soluzione, ha una sola strada: eliminare l’attuale appaltatore (i fratelli Melone) che spadroneggia da oltre 10 anni, all’interno della vostra azienda, attraverso una serie di false coop che si sono succedute. Se quell’appaltatore, che non garantisce legalità e corretta competizione, rimane lì, allora l’unica responsabile è la proprietà di Castelfrigo».

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