Modena è più bella osservata di sera con i pattini ai piedi
di Gabriele Farina
Il gruppo RollerMo si ritrova tutti i mercoledì «per socializzare e divertirsi in sicurezza»
3 MINUTI DI LETTURA
Pattini e fantasia. Da sedici anni sono gli ingredienti delle escursioni serali targate RollerMo al Novi Sad.
Il ritrovo è sempre fissato alle 21 dei mercoledì sera. Il materiale occorrente è semplice: pattini, protezioni (consigliate) e voglia di divertirsi.
Si può partecipare sia con i roller sia con lo skateboard. Libertà e gratuità vanno di pari passo. Non è necessario essere esperti perché il gruppo applica uno degli insegnamenti di Baden Powell con lo scoutismo: si viaggia alla velocità del più lento.
«Non andiamo a velocità particolari - garantisce Luca Vezzali, uno degli apripista - e a chi non ha mai pattinato consigliamo di venire prima per fare alcuni giri intorno al Novi Sad. In ogni caso, cerchiamo di aspettare un po’ tutti. Ogni volta ci fermiamo ogni chilometro o meno. Anche chi non riusciva a stare in piedi s’è impratichito e alla fine si è unito».
I motivi per cui partecipare sono diversi.
C’è chi apprezza la vista della città in notturna, con meno traffico e più luci; chi vuole staccare la mente e fare attività fisica all’aperto; a chi piace stare insieme con pattini, gelato o birra. A tanti va a genio l’insieme di tutti gli aspetti.
«Cerchiamo di divertirci - aggiunge Vezzali - e l’importante è far socializzare tutti. L’intento è passare una serata in compagnia, pattinando in sicurezza al posto di stare a casa o seduti in un pub. Così si stacca dalla vita quotidiana in ufficio. Ormai pattino con il gruppo da oltre dieci anni. Qualche settimana fa ero a Parigi e c’erano 10mila persone con le strade bloccate. A Modena, quando siamo tanti, siamo in settanta. È piacevole pattinare in città, passare dal centro, attraversare parchi e salire su collinette in modo sicuro. Modena vista di sera, mentre la attraversi con i pattini ai piedi, è abbastanza carina e un po’ diversa dal solito».
Pronto a rilanciare Vittorio Giovanelli, altro volto storico del RollerMo. «Il gruppo si trovava al parcheggio dei Portali già da metà degli anni Novanta - ricorda Giovanelli - poi s’è trasferito al Novi Sad. I partecipanti variano molto nel corso dell’anno. D’inverno ci ritrovavamo a essere in tre, mentre in piena estate eravamo settanta-ottanta persone. Siamo rimasti una cinquantina in estate e una decina in inverno».
L’età può essere ben diversa. «I più piccoli possono pattinare con i genitori - aggiunge Giovanelli - e abbiamo avuto veterani di 60 e 70 anni». Anche il percorso può cambiare molto. Improvvisazione è la parola chiave, accompagnata dagli sguardi rivolti ai partecipanti perché non si tiri troppo la corda e ci si diverta tutti.
«Pattinare su strada è bello - ribadisce Giovanelli - ed è diverso dalla pista, in cui il pattino scorre senza attrito. Per strada devi dare più controllo al pattino e stare più attento, incrementando la soglia di attenzione. Mi piace di più perché penso maggiormente a quello che sto facendo, non giro intorno annoiandomi. Sulla Modena-Vignola si cambia anche la pendenza, si evitano ostacoli e ciò genera maggior piacere».
Il percorso Modena-Vignola è un’attività offerta da RollerMo nel mese di giugno.
«I mercoledì facciamo spesso due salti - riprende Vezzali - e a volte arriviamo fino alla ciclabile che porta a Casinalbo, che è liscia è molto tranquilla. Alterniamo comunque i percorsi per far andare d’accordo tutti».
«A meno che non ci siano nevicate o pioggia, ci vediamo sempre i mercoledì sera - conclude Giovanelli - e cerchiamo membri attivi che partecipino e si rendano disponibili per il gruppo».
Il ritrovo è sempre fissato alle 21 dei mercoledì sera. Il materiale occorrente è semplice: pattini, protezioni (consigliate) e voglia di divertirsi.
Si può partecipare sia con i roller sia con lo skateboard. Libertà e gratuità vanno di pari passo. Non è necessario essere esperti perché il gruppo applica uno degli insegnamenti di Baden Powell con lo scoutismo: si viaggia alla velocità del più lento.
«Non andiamo a velocità particolari - garantisce Luca Vezzali, uno degli apripista - e a chi non ha mai pattinato consigliamo di venire prima per fare alcuni giri intorno al Novi Sad. In ogni caso, cerchiamo di aspettare un po’ tutti. Ogni volta ci fermiamo ogni chilometro o meno. Anche chi non riusciva a stare in piedi s’è impratichito e alla fine si è unito».
I motivi per cui partecipare sono diversi.
C’è chi apprezza la vista della città in notturna, con meno traffico e più luci; chi vuole staccare la mente e fare attività fisica all’aperto; a chi piace stare insieme con pattini, gelato o birra. A tanti va a genio l’insieme di tutti gli aspetti.
«Cerchiamo di divertirci - aggiunge Vezzali - e l’importante è far socializzare tutti. L’intento è passare una serata in compagnia, pattinando in sicurezza al posto di stare a casa o seduti in un pub. Così si stacca dalla vita quotidiana in ufficio. Ormai pattino con il gruppo da oltre dieci anni. Qualche settimana fa ero a Parigi e c’erano 10mila persone con le strade bloccate. A Modena, quando siamo tanti, siamo in settanta. È piacevole pattinare in città, passare dal centro, attraversare parchi e salire su collinette in modo sicuro. Modena vista di sera, mentre la attraversi con i pattini ai piedi, è abbastanza carina e un po’ diversa dal solito».
Pronto a rilanciare Vittorio Giovanelli, altro volto storico del RollerMo. «Il gruppo si trovava al parcheggio dei Portali già da metà degli anni Novanta - ricorda Giovanelli - poi s’è trasferito al Novi Sad. I partecipanti variano molto nel corso dell’anno. D’inverno ci ritrovavamo a essere in tre, mentre in piena estate eravamo settanta-ottanta persone. Siamo rimasti una cinquantina in estate e una decina in inverno».
L’età può essere ben diversa. «I più piccoli possono pattinare con i genitori - aggiunge Giovanelli - e abbiamo avuto veterani di 60 e 70 anni». Anche il percorso può cambiare molto. Improvvisazione è la parola chiave, accompagnata dagli sguardi rivolti ai partecipanti perché non si tiri troppo la corda e ci si diverta tutti.
«Pattinare su strada è bello - ribadisce Giovanelli - ed è diverso dalla pista, in cui il pattino scorre senza attrito. Per strada devi dare più controllo al pattino e stare più attento, incrementando la soglia di attenzione. Mi piace di più perché penso maggiormente a quello che sto facendo, non giro intorno annoiandomi. Sulla Modena-Vignola si cambia anche la pendenza, si evitano ostacoli e ciò genera maggior piacere».
Il percorso Modena-Vignola è un’attività offerta da RollerMo nel mese di giugno.
«I mercoledì facciamo spesso due salti - riprende Vezzali - e a volte arriviamo fino alla ciclabile che porta a Casinalbo, che è liscia è molto tranquilla. Alterniamo comunque i percorsi per far andare d’accordo tutti».
«A meno che non ci siano nevicate o pioggia, ci vediamo sempre i mercoledì sera - conclude Giovanelli - e cerchiamo membri attivi che partecipino e si rendano disponibili per il gruppo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

