Gazzetta di Modena

Modena

il dibattito 

«Va ripensata da subito l’alternanza scuola-lavoro»

«Va ripensata da subito l’alternanza scuola-lavoro»

Proprio in questi giorni si discute dei possibili effetti del recente Decreto Legislativo n. 61/2017che tenta di ridefinire gli indirizzi delle attività didattiche laboratoriali promosse dagli...

2 MINUTI DI LETTURA





Proprio in questi giorni si discute dei possibili effetti del recente Decreto Legislativo n. 61/2017che tenta di ridefinire gli indirizzi delle attività didattiche laboratoriali promosse dagli istituti professionali.

«Le risorse per creare un settore di formazione professionale in Emilia, oggi leggerissimo – precisa il dirigente Siena – sarebbero ingenti, ammesso che vi sia la volontà politica, ma vi sono due novità importanti che potrebbero offrire una sponda alla soluzione dei problemi».

Siena cita proprio il nuovo testo del ministero per un’istruzione professionale più orientata verso l’aspetto professionalizzante, nell’ottica di far crescere la cultura del lavoro, la competenza pratica ed operativa come valore autentico, ma anche la contestata Alternanza Scuola-Lavoro «che potrebbe essere ripensata, per l’istruzione professionale – chiarisce Siena – con un sistema di convenzioni con le imprese piccole e medie locali, alternando momenti di scuola e di lavoro. Avvicinandoci cioè gradualmente a un sistema duale, alla tedesca».

Peraltro, quest’ultima soluzione, nella Bassa Modenese, risolverebbe secondo il dirigente scolastico, l’assenza totale di formazione professionale nella fascia d’età dell’obbligo scolastico e formativo.

«Sarebbe molto bello che tutti i giovani potessero frequentare una scuola fino ai 18 anni e conseguire un diploma insieme ad un attestato di formazione professionale», gli fa eco Giampaolo Bergamini, già dirigente amministrativo dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, intervenendo sulla pagina Fb di Siena. «In realtà – prosegue – accade sempre più frequentemente che molti giovani dopo un percorso scolastico disseminato di insuccessi, passi brevemente dalla noia di stare a scuola a reazioni più violente e/o illegali. Non c'è peggior viatico per uno studente con scarsi talenti per lo studio teorico sentirsi costretto a frequentare una scuola che, invece che valorizzare e sviluppare i pochi talenti posseduti dal giovane, si ostini a voler inculcare concetti astratti e astrusi, nozioni posticce e incomprensibili che sono sempre stati causa di delusioni ed insuccessi. Ad un’età avanzata, il giovane non sopporta più di essere trattato come un bambino capriccioso e basta una scintilla, un nonnulla, per far scattare in lui reazioni violente e spropositate. Quindi, delle due l'una: o la scuola riesce ad adattarsi ai veri bisogni del giovane e gli offre l'appeal necessario per poter frequentare, o lo svincoli da un obbligo che lui vive come una prigionia. In molti casi (non in tutti, però) certi corsi di formazione professionale, basati su obiettivi e metodi tesi a valorizzare le competenze e le attività pratiche, a valorizzare le intelligenze delle mani di questi ragazzi, potrebbero essere lo sbocco naturale per chi è più portato ad apprendere facendo piuttosto che apprendere memorizzando».

« Infatti, questa è la realtà – commenta Siena – Il quadro è perfetto, bisogna solo decidere di vederlo». (vi.bra)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google