Gazzetta di Modena

Modena

BOTTE E TENTATA VIOLeNZA SESSUALE 

Due anni a un 31enne ma alla ex non basta

Condannato a due anni e quattro mesi per tentata violenza carnale e lesioni personali. È in carcere in attesa di altri processi per violenze contro la stessa donna, la sua ex compagna. Ma a lei, una...

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Condannato a due anni e quattro mesi per tentata violenza carnale e lesioni personali. È in carcere in attesa di altri processi per violenze contro la stessa donna, la sua ex compagna. Ma a lei, una modenese 51enne, non basta. «Mi chiedo dov’è la giustizia - ha detto ieri al termine del processo con rito abbreviato dove era parte civile (assistita dall’avvocato Roberta Vicini) - non sono mai stata ascoltata e tutto si è concluso con quella condanna e 3mila euro di provvisionale, va bene, ma non mi basta. Io ho ancora paura». La vittima non abita più in una frazione di Serramazzoni. Ha cambiato casa dopo tutto ciò che le è successo. Tre anni e mezzo fa conobbe il magrebino gentile, Saalam, 31enne, e si innamorò. «Subito non mi interessai neppure di sapere se era regolare o altro. Tra noi andava tutto bene». Poi un anno e mezzo fa è iniziato l’incubo. Lui ha iniziato a trattarla male e picchiarla. Lei ha reagito con tre denunce. E alla fine nel luglio scorso l’ultimo terribile episodio di una storia di amore finita in violenza.

Saalam - che ha il divieto del giudice di avvicinarla - la bracca e la costringe da entrare in un capannone abbandonato. La donna si accorge che è un rifugio per drogati e disperati ma è tardi. Lui la picchia. L’afferra per un braccio e la trascina all’interno, tenta più volte di dirle che devono riprendere la loro relazione. Pretende un rapporto sessuale, che la vittima ha però rifiuta. Un diniego che scatena la reazione violenta: calci, pugni, percosse senza sosta. Sopraffatta e pestata a sangue, con lesioni ai denti, alla mascella e al volto (30 giorni di prognosi) , è bloccata a terra. «Sì, cercava di violentarmi. Lui probabilmente riteneva che non fosse uno stupro, era normale, per lui un suo diritto. Ma io ho detto di no». Si è ribellata ed è nata una colluttazione. Poi lui ha sentito le voci di passanti ed è scappato.

Lo hanno arrestato i carabinieri di Rimini rintracciandolo a Riccione.

«È stato processato e condannato per questo episodio - ha spiegato ieri la vittima - ma dovrà affrontare altri processi per le violenze che mi ha fatto. Mi chiedo però come è possibile che sia ancora qui in Italia. In giugno, dopo un furto, il giudice lo ha rilasciato e subito dopo mi ha fatto questo. È un clandestino, è in carcere. Per me è un incubo. Mi domando perché tante cause invece di una sola? Perché questa giustizia? Non capisco».

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