polemica sul presidente SETA
Il “caso Bulgarelli” grana per il sindaco
L’idea era quella di portare il caso subito in Consiglio comunale, dando “l’urgenza” all’interrogazione depositata nei giorni scorsi, in modo da portare tutti, ma soprattutto il Pd e il sindaco...
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L’idea era quella di portare il caso subito in Consiglio comunale, dando “l’urgenza” all’interrogazione depositata nei giorni scorsi, in modo da portare tutti, ma soprattutto il Pd e il sindaco Muzzarelli, a prendere posizione sul caso. Che non è più solo un “caso Seta”, ma soprattutto un “caso Bulgarelli”, che dopo le parole di martedì scorso ha mandato su tutte le furie il gruppo Mdp-Per me Modena, alleato del Pd e pronto a far pesare i voti dei suoi sette consiglieri. Facendo un passo indietro, il caso è nato martedì, quando a margine della commissione consiliare dedicata al piano industriale di Seta, l’azienda di trasporto pubblico, il presidente Bulgarelli ha rispedito al mittente la richiesta di Mdp di assumere un mediatore per affrontare la durissima vertenza sindacale: «Mah, se vogliono chiedere all’Onu magari hanno tempo - ha ironizzati Bulgarelli - ma vogliono un mediatore con portafoglio o senza?». Parole che non sono piaciute per nulla a Mdp, tanto che ieri, a margine della conferenza sulla costituente della sinistra, il capogruppo Paolo Trande ha risposto per le rime: «Quella di Bulgarelli mi sembra una voce dal sen fuggita. Noi non abbiamo chiesto la mediazione dell’Onu - ha spiegato - ci basterebbe che il presidente Seta portasse avanti adeguatamente il proprio ruolo, che comprende anche la gestione dei rapporti con il personale. Insomma, più che fare battute salaci, credo che il presidente si dovrebbe mettere seriamente al lavoro per ricomporre un quadro che ricade anche sulla funzionalità del servizio». Ma gli alleati del Pd vogliono portare i dem e soprattutto il sindaco Muzzarelli a prendere posizione sulla questione, tanto che sempre ieri, nella conferenza dei capigruppo che ha preceduto il Consiglio, Mdp ha chiesto di affrontare subito la questione Seta-Bulgarelli, dando il carattere di urgenza all’interrogazione sulla vertenza - che chiede di “coinvolgere e utilizzare una figura terza tra rappresentanti di lavoratori e azienda per trovare soluzioni positive - la cui discussione era in programma nella seduta di giovedì prossimo. E proprio giovedì se ne parlerà, dal momento che l’urgenza non è stata concessa, ma la situazione resta di alta tensione: una tensione che potrebbe essere stemperata solo da un intervento del sindaco Muzzarelli, anche perché in caso contrario non è escluso che Mdp arrivi a chiedere le dimissioni di Bulgarelli. Tutto questo mentre le sigle Faisa-Cisal, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl convocano l’ennesimo sciopero: «Seta continua a usare i suoi metodi e le sue dichiarazioni offensive - spiegano - ma si pavoneggia anticipando verbalmente che il bilancio chiuderà in positivo. Caro presidente, a questo punto, come ha detto lei in commissione, anche noi le diciamo che non facciamo “concessioni”, pertanto abbiamo proclamato un nuovo sciopero di 24 ore per sabato 16 dicembre». Ad aggiungere pepe - semmai ne mancasse - ci pensa la Filt-Cgil, che però preferisce aspettare l’incontro convocato per martedì prossimo prima di aderire allo sciopero: «Le verità e le mezze verità - spiega la sigla della Cgil - le menzogne e le omissioni. Questo potrebbe essere il titolo della piece andata in scena martedì. EÈ vero che Seta soffre di sottocapitalizzazione, ma allora da dove provengono i due milioni di euro di aumento di capitale dall’aprile scorso? Da quale forma di risparmio? Forse dal peggioramento delle condizioni dei lavoratori? Forse dai nuovi assunti a cui ancora non vengono applicati i contratti integrativi aziendali?». Così, in vista dell’incontro di martedì, la Filt chiede al presidente di chiarire le voci di costo e riaprire il tavolo contrattuale, «perché le risorse ci sono e questi numeri lo dimostrano». (l.g.)
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