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Il cous cous delle mamme di Castelvetro avvicina Italia e Marocco

di Sara Donatelli
Il cous cous delle mamme di Castelvetro avvicina Italia e Marocco

Castelvetro. Dallo scambio di ricette ad una sessione di cucina e una grande cena. L’assessore Giorgia Mezzacqui: «Siamo uguali, con le stesse paure e pensieri» 

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CASTELVETRO. Un’iniziativa spontanea, semplice e nata dal basso. Un incontro tra mamme di origini diverse, ma con storie simili.

Un’occasione per i bambini per creare spazi ludici e di condivisione. Sono questi gli elementi grazie ai quali è stato possibile organizzare e portare a termine “Masterchef Cous Cous” presso il Bocciodromo di Castelvetro. Si è trattata di una vera e propria cena che ha visto ai fornelli numerose mamme degli alunni delle scuole medie Anna Frank le quali si sono incontrate per cucinare tutte insieme il piatto tipico per eccellenza del Marocco: il cous cous. Tutto ha avuto inizio in seguito all’incontro tra Vilma Galassi e Khadija, una mamma italiana e una marocchina, che hanno deciso di scambiarsi ricette di piatti tipici dei propri paesi d’origine. Attraverso un passaparola in pochissimo tempo si sono aggiunte altre mamme ed è nata l’esigenza di incontrarsi in uno spazio ampio e aperto a tutti, da qui la scelta del Bocciodromo.

«Il fatto che l'iniziativa si sia svolta al Bocciodromo, luogo con una presenza prevalentemente maschile, é stato molto bello ed importante», spiega Giorgia Mezzacqui, assessore castelvetrese alla Promozione territoriale, Cultura, Comunicazione e anche lei presente alla cena insieme alla figlia. Sono state circa 35 le mamme che con i figli, si sono incontrate con lo scopo di cucinare insieme il cous cous, cogliendo l’occasione per scambiarsi idee ed esperienze. Un tassello importante che si va ad inserire non solo nello spesso complesso quadro dell’integrazione tra culture diverse, ma anche per la creazione di uno spazio aperto in cui dare vita ad uno scambio interpersonale.

«Le iniziative istituzionali sono sicuramente importanti- prosegue l’assessore - ma quando le idee e i progetti partono dal basso, in maniera del tutto naturale e spontanea, é sicuramente un bel messaggio che viene lanciato. Soprattutto perché il cenare tutte insieme attorno ad un tavolo ci ha fatto comprendere come in realtà siamo tutte mamme simili, con le stesse paure, preoccupazioni, pensieri».

Sapori ed odori sono stati dunque gli ingredienti vincenti per la buona riuscita dell’iniziativa che, adesso, si punta ad “esportare” anche in altri comuni. «Abbiamo ricevuto nelle ultime ore tantissime richieste da altre mamme di altri paesi, anche loro mosse dalla volontà e dal desiderio di riunirsi, socializzare e conoscersi. Speriamo che questo sia stato solo il primo passo di un percorso destinato a durare nel tempo. Il cibo é un linguaggio universale attraverso cui raccontare e raccontarsi», termina la Mezzacqui.
 

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