La palestra ha tre anni ma... è già da da sistemare
Mirandola. Intervento d’urgenza sulle docce della struttura post sisma di via Tesi Il Comune contesta vizi costruttivi e di posa, chiederà il rimborso ma intanto paga
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MIRANDOLA. Sono trascorsi appena tre anni dal collaudo e dalla presa in carico della struttura da parte del Comune, ma la palestra di viale Piave è la cartina tornasole di come tante costruzioni post sisma siano state realizzate in modo superficiale e sbrigativo. Perché di infiltrazioni d’acqua nelle scuole di tutto il cratere è piena la cronaca, alla pari di problemi acustici, materiali non certo ideali e problematiche tecniche che si sono palesate in un lasso di tempo piuttosto breve. Se a ciò si aggiungono le mancate risposte delle ditte appaltatrici, talvolta finite nella spirale dei concordati e dei fallimenti, allora si può iniziare a trarre un primo bilancio di come la ricostruzione emergenziale pubblica sconti parecchie difficoltà.
Non fa eccezione la palestra, individuata come lotto 18 e costata 720mila euro. Bella, all’avanguardia, funzionale, ma evidentemente da subito problematica visto che il Comune ha più volte segnalato, sia al commissario delegato sia alla ditta esecutrice (una srl con sede a L’Aquila), “diverse lavorazioni di ripristino e sistemazione da eseguire a causa dell’errata posa in opera di materiali o vizi costruttivi che se non tempestivamente risolti determineranno un progressivo ed inevitabile degrado della struttura fino a renderla inutilizzabile, generando costi di recupero sempre maggiori per la pubblica amministrazione”.
E così il Comune, proprio a tutela della palestra, ha deciso di intervenire direttamente, affidando lavori di ripristino alla Co.Im di Cavezzo per un importo di 44mila euro. Ma le sorprese erano dietro l’angolo e i lavori hanno offerto una fotografia ancora peggiore di quella inizialmente ipotizzata.
«È stato riscontrato - si legge nella relazione - uno stato di forte danneggiamento delle divisorie in cartongesso e delle superfici di supporto sul quale era incollato il rivestimento delle aree doccia del piano superiore. Il supporto, non adatto ad ambienti con forte umidità e a spruzzi d’acqua, e non protetto efficacemente, risulta in molte parti sbriciolato, compromesso e destratificato. La struttura metallica di sostegno delle lastre in cartongesso mostra deterioramento da ruggine, anch’essa conseguenza di umidità. Nelle intercapedini delle pareti era stato posto un materiale coibentato spugnoso, che certamente assorbendo acqua ha peggiorato la situazione».
Ecco allora che il Comune pagherà anche l’intervento aggiuntivo, ma allo stesso tempo la Giunta mirandolese ha deciso di informare la Regione al fine di rivalersi sulla ditta esecutrice dei lavori - la Marinelli ed Equizi - e proseguire l’istruttoria di riconoscimento delle spese finora sostenute. Ma quella di viale Piave è soltanto uno dei tanti interventi che i paesi della Bassa sono costretti a fronteggiare per garantire spazi dignitosi in strutture nuove, ma solo per età anagrafica. (fd)
Non fa eccezione la palestra, individuata come lotto 18 e costata 720mila euro. Bella, all’avanguardia, funzionale, ma evidentemente da subito problematica visto che il Comune ha più volte segnalato, sia al commissario delegato sia alla ditta esecutrice (una srl con sede a L’Aquila), “diverse lavorazioni di ripristino e sistemazione da eseguire a causa dell’errata posa in opera di materiali o vizi costruttivi che se non tempestivamente risolti determineranno un progressivo ed inevitabile degrado della struttura fino a renderla inutilizzabile, generando costi di recupero sempre maggiori per la pubblica amministrazione”.
E così il Comune, proprio a tutela della palestra, ha deciso di intervenire direttamente, affidando lavori di ripristino alla Co.Im di Cavezzo per un importo di 44mila euro. Ma le sorprese erano dietro l’angolo e i lavori hanno offerto una fotografia ancora peggiore di quella inizialmente ipotizzata.
«È stato riscontrato - si legge nella relazione - uno stato di forte danneggiamento delle divisorie in cartongesso e delle superfici di supporto sul quale era incollato il rivestimento delle aree doccia del piano superiore. Il supporto, non adatto ad ambienti con forte umidità e a spruzzi d’acqua, e non protetto efficacemente, risulta in molte parti sbriciolato, compromesso e destratificato. La struttura metallica di sostegno delle lastre in cartongesso mostra deterioramento da ruggine, anch’essa conseguenza di umidità. Nelle intercapedini delle pareti era stato posto un materiale coibentato spugnoso, che certamente assorbendo acqua ha peggiorato la situazione».
Ecco allora che il Comune pagherà anche l’intervento aggiuntivo, ma allo stesso tempo la Giunta mirandolese ha deciso di informare la Regione al fine di rivalersi sulla ditta esecutrice dei lavori - la Marinelli ed Equizi - e proseguire l’istruttoria di riconoscimento delle spese finora sostenute. Ma quella di viale Piave è soltanto uno dei tanti interventi che i paesi della Bassa sono costretti a fronteggiare per garantire spazi dignitosi in strutture nuove, ma solo per età anagrafica. (fd)
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