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«Il lettore consapevole entra nel romanzo e dialoga con l’autore»

di Ombretta Guerri
«Il lettore consapevole entra nel romanzo e dialoga con l’autore»

Sandra Tassi spiega come affrontare la lettura del romanzo «E per sceglierlo, non fatevi condizionare dalla pubblicità»

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Un saggio che offre gli strumenti per entrare più in sintonia con un autore, per entrare più a fondo in un romanzo. Questo è “Come leggere un romanzo. Diventare Lettori Consapevoli” di Sandra Tassi (Giubilei&Regnani, 2017, pp. 358, 17 euro). Il volume si trova in vendita in tutte le librerie.

Come è nata l'idea del libro?

«Il libro nasce da una riflessione generale sullo stato della lettura oggi, e, allo stesso tempo, dalla mia esperienza di conduttrice di gruppi di lettura, a Modena e in altre città italiane. In veste di critico letterario ho sentito l’esigenza che il romanzo del Novecento venisse apprezzato nei suoi elementi di novità, piuttosto che “allontanato” per ragioni di difficoltà: infatti, se per un verso le nuove produzioni letterarie sono fruibili da molti, è anche vero che sono entrati nella letteratura contemporanea scritture e autori di notevole spessore, spesso complessi nei temi trattati e nell’uso delle strategie narrative. Dunque, sono proprio i “meccanismi” della scrittura che devono essere tradotti in “chiavi di lettura”».

Cosa significa per lei essere un lettore consapevole?

«È un’espressione che ho coniato per la partecipazione attiva che il romanzo del Novecento chiede al lettore. Chi legge deve avere chiaro il proprio ruolo: deve sapere dove e come interrogare il romanzo, mettere se stesso dentro la pagina. Mi piace sottolineare, lo faccio spesso, il carattere interlocutorio (nel senso specifico di dialogico) del romanzo contemporaneo rispetto al classico dell’Ottocento: perché essere “interlocutori”, in un dialogo a due, significa che autore e lettore pongono domande, questioni, riflessioni, che rimbalzano dall’uno all’altro; magari anche senza fornire soluzioni, con un finale aperto appropriato al nostro tempo, che è un tempo con poche certezze».

Come si deve leggere un romanzo?

«Non si può dire “come” leggere un romanzo e in questo senso il titolo del mio libro ha funzione provocatoria. Non si tratta, infatti di un manuale di lettura, come si potrebbe erroneamente pensare in prima battuta. Innanzitutto ciascun lettore ha modalità proprie di lettura che sono il requisito per la frequentazione della letteratura e del piacere di leggere. Ciò nonostante, acquisire una sintonia sempre maggiore con uno scrittore o maneggiare con disinvoltura gli strumenti per entrare sempre più nel senso e nel significato di una prosa, è, forse, l’obiettivo che chi ama la lettura dovrebbe proporsi di raggiungere. Non si tratta né di tecnica, né di didattica: si tratta di indossare un abito ‘diverso’ per partecipare ad una occasione ‘diversa’ di incontro: l’incontro con lo scrittore del postmoderno».

Come si deve scegliere un romanzo?

«Giusto l’utilizzo del verbo scegliere: innanzitutto, infatti, si dovrebbe evitare di essere fagocitati dal mercato editoriale o di cadere vittima dei meccanismi pubblicitari che inducono a stabilire quale libro acquistare. Se di una scelta si tratta, non sempre le vetrine dei media dovrebbero interferire; certo, c’è il libro di cui si parla per una ragione o per l’altra, ma credo che questo motivo sia più estemporaneo, dettato dall’interesse momentaneo per un successo editoriale. In generale, comunque, la scelta dovrebbe essere motivata dalla curiosità letteraria piuttosto che dal fenomeno di vendita; e, comunque, restano inviolabili i gusti personali, la fedeltà ad un autore, la preferenza per un genere. Il lettore consapevole è colui che, però, in misura maggiore, è tentato di esplorare il nuovo».

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