Militare trasferito al Cimone «Ma non è una punizione»
SESTOLA . Il trasferimento presso la sede del Camm Cimone non è da ritenersi in alcun modo punitivo. È quanto si è sentito rispondere dal Tar di Bologna un sottufficiale dell'Aeronautica Militare che...
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SESTOLA . Il trasferimento presso la sede del Camm Cimone non è da ritenersi in alcun modo punitivo. È quanto si è sentito rispondere dal Tar di Bologna un sottufficiale dell'Aeronautica Militare che aveva presentato ricorso contro il provvedimento con cui il 2 agosto il Ministero aveva disposto il suo spostamento dal Segretariato Generale della Difesa.
Un cambio deciso alla luce di una serie di procedimenti disciplinari e penali che rendevano incompatibile la sua prosecuzione nelle delicate attività istituzionali del Segretariato. Il sottufficiale aveva lamentato erroneità di presupposti giuridici, eccesso di potere, illogicità e arbitrarietà del provvedimento, alla luce anche del fatto che lui aveva indicato come sedi di gradimento Grazzanise (Caserta), Pozzuoli (Napoli) e Borgo Piave (Latina).
L'Amministrazione Militare non ha tenuto conto di queste preferenze, né valutato di rinviarlo al Centro per la Meteorologia di Vigna di Valle (Roma), dove aveva prestato servizio fino al 4 giugno prima di arrivare al Segretariato, dove sono scattati gli accertamenti.
Il sottufficiale ha specificato anche di non aver mai dato disponibilità per il Cimone, come sarebbe stato necessario trattandosi di sede disagiata. E lui in passato in un’altra sede disagiata non aveva nemmeno maturato il periodo minimo di permanenza. Nel respingere il ricorso (condannandolo al pagamento di 2mila euro), il Tar ha ricordato che «in materia di dislocazione e di reimpiego del personale l’Autorità Militare gode di un’amplissima discrezionalità, sindacabile unicamente nel caso di una palese irrazionalità».
Non ravvisabile in questo trasferimento, a monte del quale «non vi era alcun intento punitivo» e ha avuto seguito non appena, si è evidenziata una necessità di reparto al Cimone. (dm)
Un cambio deciso alla luce di una serie di procedimenti disciplinari e penali che rendevano incompatibile la sua prosecuzione nelle delicate attività istituzionali del Segretariato. Il sottufficiale aveva lamentato erroneità di presupposti giuridici, eccesso di potere, illogicità e arbitrarietà del provvedimento, alla luce anche del fatto che lui aveva indicato come sedi di gradimento Grazzanise (Caserta), Pozzuoli (Napoli) e Borgo Piave (Latina).
L'Amministrazione Militare non ha tenuto conto di queste preferenze, né valutato di rinviarlo al Centro per la Meteorologia di Vigna di Valle (Roma), dove aveva prestato servizio fino al 4 giugno prima di arrivare al Segretariato, dove sono scattati gli accertamenti.
Il sottufficiale ha specificato anche di non aver mai dato disponibilità per il Cimone, come sarebbe stato necessario trattandosi di sede disagiata. E lui in passato in un’altra sede disagiata non aveva nemmeno maturato il periodo minimo di permanenza. Nel respingere il ricorso (condannandolo al pagamento di 2mila euro), il Tar ha ricordato che «in materia di dislocazione e di reimpiego del personale l’Autorità Militare gode di un’amplissima discrezionalità, sindacabile unicamente nel caso di una palese irrazionalità».
Non ravvisabile in questo trasferimento, a monte del quale «non vi era alcun intento punitivo» e ha avuto seguito non appena, si è evidenziata una necessità di reparto al Cimone. (dm)
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