“Via delle Perle” choc Dopo tanti interessi nessuno fa un’offerta
di Valeria Cammarota
Va deserta la prima asta per il glorioso marchio fallito Servivano 1.6 milioni. Resta in bilico il futuro di 22 addetti
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Fumata nera, ieri mattina, nello studio della dottoressa Rosanna Pignagnoli, curatore fallimentare di Via delle Perle che, su indicazione del giudice fallimentare, aveva messo in vendita l’azienda il 13 novembre scorso. Nel giorno stabilito per vagliare eventuali offerte che fossero pervenute per l’acquisto del brand carpigiano, nessuna busta è stata aperta: nessuno, nonostante le aspettative, si è infatti fatto avanti accettando, per un totale di un milione e 600 mila euro, di entrare in possesso, tra le altre cose, dell’avviamento; di impianti, attrezzature, arredi e automezzi; ma, soprattutto, del personale afferente l’azienda, composto da 22-23 persone. Oltre a dover liquidare i creditori, infatti, resta in sospeso la sorte dei dipendenti da reimpiegare e scesi da un iniziale numero di 35 ai 23 che da oltre un mese non percepiscono stipendio né contributi.
«Dei dodici che non compaiono nel conteggio, alcuni si sono dimessi, altri hanno accettato il licenziamento per avvalersi della disoccupazione, altri si sono ricollocati - ha spiegato poco dopo aver appreso la notizia Roberto Giardiello, sindacalista Cisl - Incontrerò i restanti questa sera stessa (ieri per chi legge, ndr) per decidere insieme cosa fare. Si tratta di figure professionali altamente qualificate, le cui competenze sono fondamentali per chi volesse continuare a realizzare un prodotto in pieno stile Via delle Perle. C’erano attese diverse: avremo sperato quantomeno in una offerta: sappiamo di almeno sette o otto soggetti che avevano chiesto informazioni in merito ma a questo punto, a stagione produttiva già iniziata e dunque persa, credo che i potenziali compratori aspetteranno un ulteriore ribasso nell’offerta, per poter risparmiare. Nessuno, oramai, ha fretta».
Al curatore, il cui compito è quello di liquidare i creditori, pagare i debiti e collocare l’azienda, spetterà adesso consultarsi nuovamente con il giudice per valutare l’eventualità di un nuovo bando a condizioni più economiche e vantaggiose. «Se si decidesse di vendere solo il marchio e il magazzino, il valore sarebbe inferiore - spiega Giardiello - e sarebbe un peccato. La dottoressa Pignagnoli è una persona molto precisa e corretta: si vedrà quale strada deciderà di percorrere. Sulla carta l’eventualità di vendere non è esclusa, magari ricontattando le persone interessate presentando loro condizioni diverse e tentando di andarsi incontro nella trattativa, ma non è nemmeno così scontata».
«Dei dodici che non compaiono nel conteggio, alcuni si sono dimessi, altri hanno accettato il licenziamento per avvalersi della disoccupazione, altri si sono ricollocati - ha spiegato poco dopo aver appreso la notizia Roberto Giardiello, sindacalista Cisl - Incontrerò i restanti questa sera stessa (ieri per chi legge, ndr) per decidere insieme cosa fare. Si tratta di figure professionali altamente qualificate, le cui competenze sono fondamentali per chi volesse continuare a realizzare un prodotto in pieno stile Via delle Perle. C’erano attese diverse: avremo sperato quantomeno in una offerta: sappiamo di almeno sette o otto soggetti che avevano chiesto informazioni in merito ma a questo punto, a stagione produttiva già iniziata e dunque persa, credo che i potenziali compratori aspetteranno un ulteriore ribasso nell’offerta, per poter risparmiare. Nessuno, oramai, ha fretta».
Al curatore, il cui compito è quello di liquidare i creditori, pagare i debiti e collocare l’azienda, spetterà adesso consultarsi nuovamente con il giudice per valutare l’eventualità di un nuovo bando a condizioni più economiche e vantaggiose. «Se si decidesse di vendere solo il marchio e il magazzino, il valore sarebbe inferiore - spiega Giardiello - e sarebbe un peccato. La dottoressa Pignagnoli è una persona molto precisa e corretta: si vedrà quale strada deciderà di percorrere. Sulla carta l’eventualità di vendere non è esclusa, magari ricontattando le persone interessate presentando loro condizioni diverse e tentando di andarsi incontro nella trattativa, ma non è nemmeno così scontata».
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