Campo nomadi, 20mila euro per sloggiare
MIRANDOLA. “L’Amministrazione comunale ha stanziato altri soldi pubblici per il campo ‘nomadi’ di via Manuzio. Ben 20mila euro per provare a risolvere il problema delle roulotte accampante alla bene...
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MIRANDOLA. “L’Amministrazione comunale ha stanziato altri soldi pubblici per il campo ‘nomadi’ di via Manuzio. Ben 20mila euro per provare a risolvere il problema delle roulotte accampante alla bene meglio nella prima periferia di Mirandola. Questa volta – attaccano i consiglieri comunali di minoranza Marian Lugli e Antonio Platis riportando la nota alla variazione di bilancio – “il contributo di 20mila euro andrà all’associazione “il Porto” per attività di intermediazione, supporto e controllo nel processo di allontanamento dei nuclei famigliari di etnia Sinti collocati temporaneamente in via Manuzio a Mirandola. In particolare l’Associazione dovrà aiutare i nomadi a vendere la loro casa di proprietà a San Martino Spino e acquistare una nuova abitazione nel Comune di Moglia, nel Mantovano».
Lugli e Platis ricordano che l’operazione era già stata tentata in passato con una coop e chiedono il livello di coinvolgimento del Comune.
«È bene ricordare che il campo di via Manuzio (subito dopo il sisma era davanti al Cimitero di Mirandola) nasce dalla necessità di ospitare queste famiglie la cui casa, posta in località San Martino Spino era stata classificata inagibile con scheda Aedes B. Incredibilmente – a quanto ci risulta da un precedente accesso atti – i proprietari hanno fatto scadere i termini ed hanno perso il diritto al contributo e alla cambiale “Errani”. Anche quest’ultima occasione persa, pone dei seri interrogativi sulla continua necessità di mettere mano alle casse comunali per progetti ed interventi verso gli ormai “residenti” di via Manuzio».
Lugli e Platis ricordano che l’operazione era già stata tentata in passato con una coop e chiedono il livello di coinvolgimento del Comune.
«È bene ricordare che il campo di via Manuzio (subito dopo il sisma era davanti al Cimitero di Mirandola) nasce dalla necessità di ospitare queste famiglie la cui casa, posta in località San Martino Spino era stata classificata inagibile con scheda Aedes B. Incredibilmente – a quanto ci risulta da un precedente accesso atti – i proprietari hanno fatto scadere i termini ed hanno perso il diritto al contributo e alla cambiale “Errani”. Anche quest’ultima occasione persa, pone dei seri interrogativi sulla continua necessità di mettere mano alle casse comunali per progetti ed interventi verso gli ormai “residenti” di via Manuzio».
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