Galleria S. Damaso: «Aiuto, siamo assediati dai ladri»
Appello a forze dell’ordine e Comune: «Un furto dietro l’altro, servono telecamere e controlli notturni»
MODENA. Una situazione «diventata ormai allarmante sia per le attività, sia per le persone che lavorano all’interno dei negozi». Il grido d’allarme arriva da San Damaso, dove la settimana scorsa, in seguito ad una serie di furti, un gruppo di 150 famiglie si è unito partendo da una chat per avviare insieme al Comune un’attività di controllo di vicinato. Iniziativa di cui si è parlato venerdì sera, all’assemblea organizzata alla polivalente di San Damaso, e alla quale ha partecipato la vicecomandante della polizia municipale di Modena Patrizia Gambarini.
E proprio al termine dell’assemblea, dopo le domande dei cittadini - circa 100 i presenti - una delle residenti ha letto una lettera aperta al Quartiere 3, al Comune e alle forze dell’ordine scritta dalle attività commerciali del complesso “Galleria San Damaso”, ovvero Pittarosso, Prenatal, Smarty, bar Free Birds, Fifty Abbigliamento, Casa Graziella, Abcd srl e T.f. Service.
«Attività nelle quali operano oltre sessanta addetti - si legge nella lettera - di cui circa il 50% donne. Il complesso ha subito negli ultimi tre anni sedici furti con scasso e intrusioni da parte di malviventi, gli ultimi dei quali risalgono a metà ottobre e inizio novembre. A tutto questo si sommano vari furti con taccheggio all’interno delle singole attività, nonostante le varie protezioni e attenzioni costantemente adottate. In due casi - continuano i firmatari - i malviventi hanno effettuato un buco nel muro, mentre in un altro caso hanno tagliato le inferriate con un flessibile, prendendo la corrente elettrica dai pali della luce posti lungo la carreggiata di via Carriera. In più occasioni hanno sfondato vetrine, porte vetro, rotto le serrature delle porte di ingresso e divelto i quadri elettrici dei contatori». I commercianti parlano dunque di «situazione di esasperazione da parte dei gestori delle attività, sia per i grossi disagi causati dai reati subiti, che si sommano alle già difficili condizioni dovute al contesto economico, sia per lo stato di insicurezza e timore psicologico che è maturato all’interno di ogni attività. Anche le persone che operano quotidianamente nella struttura hanno paura, così come i clienti e fornitori che si trovano nel complesso in orari non di punta, a volte anche con bambini piccoli».
Dopo aver ricordato che la situazione è diventata allarmante, i commercianti di San Damaso fanno quindi notare che «tra i gestori è stata attivata una chat dove poter comunicare in tempi rapidi eventuali situazioni di pericolo, ma nonostante questo accorgimento e tutti gli apparati di sicurezza attivati, abbiamo dovuto assistere ad un incremento della microcriminalità, quando fino a quattro anni fa i furti subiti nella struttura erano stati due nel giro di dieci anni». Quindi, preso atto che «le forze dell’ordine fanno il possibile in base alle esigue potenzialità di personale e strutture», la lettera avanza alcune richieste al Comune: «Chiediamo l’installazione delle telecamere nelle vie principali del comprensorio di San Damaso, il potenziamento della cartellonistica stradale, evidenziando che la zona è costantemente controllata, una maggiore presenza notturna da parte delle forze dell’ordine, con pattuglie che si alternano in periodiche “ronde” nel quartiere, e un maggior coinvolgimento nel monitoraggio del comprensorio anche da parte delle altre attività presenti, oltre che da parte dei singoli cittadini che vivono nel quartiere. Comprendiamo che non tutto è immediatamente fattibile - conclude l’appello - ma se Comune, forze dell’ordine e attività produttive si sforzano nel cercare di attuare le politiche di prevenzione, probabilmente riusciremo ad arginare gran parte delle attività criminose a cui purtroppo siamo sempre più abituati».
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