Modena, caccia al "portoghese" sul bus con videocamera
I furbetti sono in calo, quelli scoperti bluffano con le generalità: «Multe fantasma? Il rischio esiste»
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MODENA. Otto persone su 10 “pizzicate” senza biglietto sugli autobus di Seta in un primo momento dichiarano di non essere in possesso di un documento di identità. In questa altissima percentuale - che poi come vedremo cala e si annulla praticamente se arrivano le forze dell’ordine - si nasconde anche chi decide di fornire false generalità o falsi indirizzo di casa e data di nascita al controllore sull’autobus. Siamo andati con un controllore dell’azienda di trasporto pubblico - il signor Giovanni - a vedere se e come funziona il sistema di controlli ticket sugli autobus. Al centro del dibattito, come la Gazzetta di Modena riferisce da mesi, c’è la piaga delle “multe fantasma”: decine di persone ogni anno lamentano di ricevere da Seta verbali di multe per viaggi in autobus che mai hanno compiuto.
In alcuni casi Seta stessa, in presenza di una denuncia per false generalità e di un attestato di essere al momento della multa in altro luogo, annulla la contravvenzione. In altri casi è intervenuto il giudice di pace e spesso ci sono di mezzo gli avvocati e ci sono polemiche anche perché il verbale arriva a casa anni dopo la supposta violazione.
«Anche noi nel caso delle multe fantasma siamo parte lesa - spiegano i vertici di Seta - ma in assenza di documentazione il personale dei nostri uffici non può annullare un atto amministrativo come la multa. Serve che la persona che dice di avere subito un furto del nome abbia alcuni documenti altrimenti incorreremmo nell’abuso d’ufficio perché per annullare un atto amministrativo ne serve un altro».
Il controllore Giovanni, uno dei più esperti dell’azienda spiega l’arrivo nello scorso settembre di un ulteriore strumento per stanare i “furbetti”: «Per limitare questi reati penali - spiega il dipendente - noi verificatori abbiamo in uso delle bodycam che filmano le varie fasi dei controlli. Nell’80% dei casi gli utenti ci dicono che non hanno con loro un titolo di viaggio valido: a quel punto il tablet con cui compiliamo le multe ci chiede di scattare una fotografia, cosa che facciamo con la bodycam. La percentuale comunque cala notevolmente grazie al nostro lavoro non semplice perché compiuto con l’autobus ovviamente in corsa. Il nostro compito è vedere se la persona dice la verità sull’assenza dei documenti e in numerosi casi a un certo punto per incanto i documenti spuntano. Va poi detto che, in presenza di intervento delle forze dell’ordine, il nostro compito finisce lì. Scattando la foto del dichiarante però c’è la possibilità di confrontare il suo viso con quello di una eventuale vittima di multe fantasma che denunci l’abuso del suo nome».
La body cam usata da tre mesi da Seta di Modena, Reggio e Piacenza si applica direttamente sulla divisa del controllore ed è in grado di registrare fino a 9 ore di filmato ad alta definizione full HD. Gli strumenti sono impermeabili e registrano anche in condizioni di scarsa luminosità, hanno un angolo di visuale di 110 gradi ed un’autonomia di funzionamento di circa 8 ore.
«Tutti sono informati del fatto che filmiamo durante i controlli - continua il controllore - e in questo modo tuteliamo sia il nostro operato che il comportamento degli utenti. Ovviamente se ci dicono che non hanno documenti non li possiamo perquisire e appunto compiliamo il verbale e alleghiamo l’immagine. Il mio consiglio è comunque quello di comprare il biglietto perché si rischia una multa da 66,50 euro. E di non dichiarare false generalità perché si rischia un processo. Noi restiamo spesso stupefatti perché tanti ci dicono di un avere un biglietto da 1,50 euro perché non c’è lavoro, ma spesso notiamo persone ben vestite e dotate di cellulari all’ultima moda…».
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