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Modena, patto educativo per crescere con lo sport

Modena, patto educativo per crescere con lo sport

La consulta diocesana per la cultura scommette sulle buone pratiche: dall’integrazione al carcere

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MODENA. «Sono proposte che mettono in circolo il bene che c’è in giro, solo alcune delle testimonianze che il nostro territorio può dare». Parole di don Paolo Boschini che ieri mattina, insieme a Raffaele Della Casa, ha tirato le fila del convegno “Chiesa Sport Cultura. Per una educazione ai valori”, dove c’è stata l’occasione per toccare con mano alcune esperienze virtuose che fanno di Modena una delle città più attente all’accoglienza praticata, non solo a parole.

Si è trattato del primo appuntamento pubblico della neonata consulta diocesana per la cultura. L’appuntamento, caratterizzato dalla presenza del vescovo Erio Castellucci e da don Alessio Albertini, consulente nazionale del Centro Sportivo Italiano, ha promosso soprattutto lo sport come modo per farsi capire anche da coloro che non professano la fede cristiana o non si sentono parte della Chiesa cattolica, ma condividono l’esigenza di una riflessione approfondita su temi nei quali sono in gioco la dignità dell’uomo, i valori della vita pubblica, la speranza per un futuro migliore.

Il convegno è stato aperto dalle voci di alcune realtà del territorio, che hanno portato la propria esperienza raccontando “buone pratiche” nello sport, inteso come valido strumento per la crescita integrale della persona.

Si sono alternati il circolo Anspi di Maranello con i progetti di doposcuola, la parrocchia di San Paolo a Modena con la squadra Arcobaleno che accoglie disabili cognitivi, Csi Modena Volontariato con l’attività in carcere grazie anche alla scuola Fermi, la società Monari con il loro “decalogo” di regole, la nazionale amputati di calcio.

Don Alessio Albertini, il sacerdote dello sport italiano, ha sottolineato quella che deve essere la responsabilità negli adulti per portare avanti un modello di valori.

Concetto ripreso anche dal vescovo Castellucci: «L’aspetto educativo e culturale dello sport deve emergere, e lo fa grazie alle persone: il rispetto delle regole, il gioco di squadra, l’intelligenza, la relazione, la passione, lo sport è tutto questo, è formativo perchè lascia emergere la persona in relazione, laddove anche la fede si va ad innestare».

Ed è proprio su queste basi che si fonda la proposta, uscita dall’incontro di ieri, un percorso educativo per allenatori e dirigenti che partirà a gennaio.
 

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