Gazzetta di Modena

Modena

LO STORICO NEGOZIO DI VIA NONANTOLANA 

Per la Ferramenta Crocetta l’ultimo anno, poi la chiusura

di Saverio Cioce
Per la Ferramenta Crocetta l’ultimo anno, poi la chiusura

La copertina e la borsa d’acqua calda per il cane? C’è. La raviolatrice, la tigelliera in alluminio e le padelle antiaderenti? Sono sugli scaffali bassi. Le pale e le vanghe buone per il giardino e...

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La copertina e la borsa d’acqua calda per il cane? C’è. La raviolatrice, la tigelliera in alluminio e le padelle antiaderenti? Sono sugli scaffali bassi. Le pale e le vanghe buone per il giardino e pure le neve non mancano neppure quelle.

Nella Ferramenta Crocetta, che ha rinviato di un anno la chiusura già decisa, si respira l’aria della bottega di un tempo; tra i circa 15 mila articoli in vendita, dai chiodi ai forni elettrici, i due titolari si muovono a loro agio, abituati a lavorare insieme dal 1986 nell’emporio di via Nonantolana 553. Otello Balboni, 69 anni, assieme alla moglie Graziella Girotti, di 65, hanno rilevato il negozio creato da Umberto Bergamini nel 1950 e negli anni hanno visto cambiare il quartiere, la clientela e le necessità di una zona un tempo agricola e operaia e oggi diventata una periferia in cerca di rilancio. «Quando siamo arrivati si vendevano molti attrezzi per i muratori e per la campagna - racconta Graziella Girotti - Io avevo lavorato come commessa nel grande emporio di Setti mentre Otello nel settore delle attrezzature e dell’impiantistica. A fianco della vecchia ferramenta avevamo il locale dove c’erano solo casalinghi. Negli anni abbiamo realizzato un ambiente unico ma ogni oggetto adesso ha una sua collocazione precisa».

«Oggi è cambiato tutto rispetto a quando siamo partiti - concorda il marito Otello - Trent’anni fa andavano forte cazzuole e scalpelli, pennelli e filo zincato per le vigne, pennelli e colori e smalti per le tinteggiature domestiche, quando nelle ferie ci si improvvisava imbianchini. E poi ancora si vendevano centinaia di bacinelle, secchi e mastelli, le damigiane e le attrezzature per fare il vino in casa , fornelli e paioli per le conserve. Qui alla Crocetta c’era una dimensione di comunità che ancora non si è persa anche se siamo consapevoli che con noi finisce l’ultimo negozio di ferramenta. Del resto a Modena siamo rimasti in pochi e anche di grossisti specializzati nel nostro settore non ne è rimasto più uno. Ci sono i grandi empori nei capannoni e quelli di media dimensione, superspecializzati; la ferramenta di quartiere, dove si andavano a chiedere consigli per risolvere anche i piccoli problemi al rubinetto, sopravvive a fatica. Mi dia retta, senza passione e organizzazione questo mestiere non si riesce a fare. Ma sopratto ci vuole la passione». Ma è il lato umano quello che tocca di più in questa ferramenta che, senza volerlo, è stata anche un presidio di civiltà del buon vicinato, tra consigli sul terriccio migliore per le ortensie e le rincorse per i ladruncoli che scappavano con la merce esposta. «Abitiamo a Bomporto ma abbiamo più amici qui nel quartiere che dove abitiamo - riassume la signora Graziella - Ci sono clienti venuti da noi per decenni e che ora sono in una caa albergo: perchè non fare una visita con qualche pacchetto di caramelle? Oppure ci sono persone anziane che mi chiedono di portare dei fiori e frutta a casa per non uscire. Ci vado volentieri, appena tirata giù la serranda. Come farei senza vedere chi si ferma in negozio anche solo per le chiacchiere?»

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