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Fenomeno cyberbullismo tra dati allarmanti e proposte

Fenomeno cyberbullismo tra dati allarmanti e proposte

MIRANDOLA. “Cyberbullismo: il riflesso in ambito sociale e relazionale come fonte di disagio giovanile organizzato”, Questo l’impegnativo tema che ieri ha impegnato studenti ed esperti al convegno...

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MIRANDOLA. “Cyberbullismo: il riflesso in ambito sociale e relazionale come fonte di disagio giovanile organizzato”, Questo l’impegnativo tema che ieri ha impegnato studenti ed esperti al convegno che si è tenuto nell’auditorium Montalcini. Ad organizzare il Lions club Mirandola con l’Istituto Luosi e Galilei. Al tavolo dei relatori, oltre alla Senatrice Elena Ferrara, prima firmataria della recentissima legge 71/17 in materia di cyberbullismo, il presidente del Lions Guido Zaccarelli, Giorgio Siena e Milena Prandini, dirigenti scolastici, Vincenzo di Lembo, responsabile del Commissariato, e Michele Colajanni di UniMoRe.

La legge - ha spiegato Ferrara, cerca di mettere un punto fermo nel bullismo come fenomeno dilagante nei giovani che appartengono all’era dei nativi digitali, lontani da quel mondo dove la relazione tra le persone era la tecnologia impiegata per il confronto. La Senatrice ha portato alla luce dati allarmanti: Italia è al 22° posto per benessere dei bimbi, 3.000 milioni di studenti non hanno terminato gli studi. Il 95% possiede uno smartphone. Circa 4 ragazzi su 10 sono connessi oltre 6 ore al giorno. 19.516 studenti presi in carico dai servizi sociali 2016.Vamping e Sexting fenomeni sempre in evoluzione. Il cyberbullismo colpisce il 12% dei ragazzi, l’11 % ha tentato il suicidio e il 50 % pratica l’autolesionismo. Il convegno ha messo in luce l’esigenza di creare un nuovo sistema di relazioni tra i giovani e la famiglia dove ritrovare il momento per esprimere i disagi e chiedere il sostegno e di comunicare anche in modo differente tra gli stessi giovani.

«Lasciare i dati in rete - ha detto Zaccarelli - un domani potrebbe avere ripercussioni importanti non solo da un punto di vista giuridico ma anche sotto il profilo lavorativo quando i giovani, non più tali, dovranno cercare occupazione lavorativa».

Colajanni: «Ciascun ragazzo deve individuare una persona di fiducia più grande a cui poter confidare disagi e problemi relativi al cyberspace». Occorre avviare piani educativi formativi rivolti ai giovani affinché prendano coscienza dell’uso delle moderne tecnologie.

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